LA FOIBA DI ZARA..FU L'ADRIATICO

  • (Fonte: Internet)

    IN DALMAZIA C'ERA IL MARE..

    Centinaia di vittime furono gettate in mare con una pietra al collo. Tra queste la famiglia del farmacista Pietro Ticina, di Zara: l'intera famiglia composta dai genitori, dalla suocera e da una bambina subirono questa triste sorte. Con disperata energia il padre riuscì a trascinare con sé uno dei feroci aguzzini.

    Ancora: il 30 settembre 1944 l'industriale Nicolò Luxardo di Zara e sua moglie Bianca Ronzoni, che s'erano rifugiati sull'Isola Lunga, catturati dai croati, furono gettati anch'essi in mare con un sasso al collo.

    Ci furono anche lapidazioni, impiccagioni, fucilazioni. Giuseppe Cernecca, di Sanvincenti, fu costretto a portare sul luogo dell'esecuzione un sacco di pietre con le quali venne lapidato. Altri due suoi fratelli vennero affogati nel mare di Santa Marina.

    Cosa hanno fatto i vari governi, nei cinquant'anni della prima Repubblica, per assicurare alla giustizia coloro che si macchiarono di questi efferati delitti? Quanti magistrati hanno compulsato presso l'archivio storico del ministero degli Affari Esteri le buste di documenti relativi ad “atrocità ed illegalità” commesse dagli jugoslavi contro gli italiani nel periodo che va dal 1941 al 1945?

    Dal 24 al 28 luglio 1990 su “La voce del Popolo” di Fiume, quotidiano della minoranza etnica italiana in Jugoslavia, apparvero le tre puntate di un'intervista straordinaria e coraggiosa di tale Laura Marchig con Oskar Piskulìc-Zuti il cui nome oggi in Italia, e forse in buona parte della vecchia Jugoslavia, non dice nulla a nessuno.

    Per gli esuli di Fiume -ha scritto Amleto Ballarini su “Il Secolo” del 28 giugno 1992, per quanti là, volenti o nolenti, rimasero, per gli stessi slavi del Golfo del Carnaro, quel nome s'associa, con un doloroso riflesso condizionato dell'anima, all'idea delle foibe. Come dire nel Biellese, tanto per intenderci, di Moranino Francesco detto Gemisto. Laura Marchig introduceva la sua intervista con una premessa che per esser stata pubblicata a Fiume, assume il valore d'un documento eloquente nella sua sinteticità come il referto di un'autopsia:

    “Oskar Piskulìc, il famoso Zuti, nato a Fiume nel 1920, eroe della Guerra Popolare di Liberazione, attivista di spicco del movimento comunista, iscritto al Partito dal 1941, entrato subito nella resistenza, sia durante la guerra che dopo, svolgerà sempre funzioni di polizia. Al termine del conflitto diviene uno dei capi dell'Ozna, la polizia segreta che più tardi prenderà il nome di Udba. E questo è tutto quello che c'è da sapere su Oskar Piskulìc... Speravamo, facendogli un'intervista, di avere dei chiarimenti sia sulla sua attività di quegli anni sia su alcuni fatti della storia rimasti oscuri.

    Avremmo voluto conoscere la storia di intere famiglie fiumane, viste per l'ultima volta ammassate per le piazze di Fiume e dopo scomparse per sempre, o quella di tanti ufficiali e sottufficiali dell'esercito italiano segregati nelle carceri di via Roma e dopo spariti. Ci premeva di avere chiarificazioni sulle uccisioni degli autonomisti fiumani avvenute fra il 3 e il 4 maggio del 1945, subito dopo l'arrivo delle brigate partigiane in città. E, soprattutto, avremmo voluto sapere il perchè di queste frettolose esecuzioni sommarie, ma anche assassinii, compiuti casa per casa. Com'è morto, ad esempio, il Dott. Mario Blasich, autonomista che da anni giaceva paralizzato in un letto? La moglie raccontò che furono in due. Bussarono alla porta e chiesero. - Xe in casa el dotor? - Li fece accomodare. Dopo un po' se ne andarono. Trovò il marito strangolato nel suo letto.

    Come morirono altri cittadini fiumani che avevano sperato nella creazione di una Città Stato non soggetta al potere di alcun Paese? Cosa si nasconde dietro l'uccisione di Giuseppe Sincich, giustiziato a colpi di pistola? Dietro a quella del dott. Nevio Skull, padrone della fonderia Skull, la cui storia rimane in verità ancora più misteriosa? E il senatore Bacci e il senatore Riccardo Gigante? Cosa ne è stato di tutti gli altri i cui nomi appaiono come chiazze nere sul vermiglio di una bandiera? "Tante cose avremmo voluto sapere, ma confessiamolo, non ne abbiamo cavato un ragno dal buco.

    Lo stesso Oskar Piskulìc ci ha confidato di essere legato da un giuramento che è comune a tutti i membri della polizia segreta: quello di non rivelare mai, in vita, nemmeno per iscritto, nemmeno tramite memorie depositate, quello che sa".

    Oltre ai senatori del Regno Icilio Bacci (arrestato il 21 maggio 1945) e Riccardo Gigante (arrestato il 4 maggio 1945), alla memoria dei quali il Senato della Repubblica non ha dedicato alcun ricordo, furono arrestati e uccisi a Fiume, a guerra finita, per volontà del Piskulìc (che continua a vivere tranquillamente a Fiume) Carlo Colussi (già podestà di Fiume) e sua moglie Nerina Copetti in Colussi; Rodolfo Moncilli; Mario Blasich; Angelo Adam, sua moglie Ernesta Stefancich e sua figlia Zulema Adam; Nicolò Cattaro panettiere di Abbazia; Lucia Vendramin; Giuseppe Sincich; Nevio Skull; il prof. Gino Sirola (ultimo podestà di Fiume dopo l'8 settembre 1943 e riconfermato il 9 febbraio 1944), che, arrestato dai “titini” a Trieste il 3 maggio 1945, fu riportato a Fiume nella villa Rippa trasformata in carcere e luogo di torture) e poi scomparve; Margherita Sennis e sua figlia Gigliola; Angela Neugebaucr, crocerossina più volte decorata e tanti, tanti altri.

    Insieme a Oskar Piskulìc (detto Zuti) e a sua moglie (una certa Marghitic) operarono a Fiume contro gli italiani: Jovo Mlademe, Vicko Lorkovic Minack, Milan Cohar, Norino Nalato e Giuseppe (detto Bruno) Domancich.

    I fatti delittuosi commessi da costoro non possono essere definiti “crimini di guerra” (perché la guerra era ormai finita) ma veri e propri “crimini contro l'umanità”, imprescrittibili nel tempo. La nostra solerte Amministrazione cosa ha fatto per assicurare alla giustizia questi criminali? Sono state avviate domande di estradizione? Si è iniziato un procedimento penale a loro carico? Oppure non si è fatto nulla (omettendo atti d'ufficio), perché ci sono ancora i morti buoni e quelli cattivi, quelli, per capirci, che essendo stati uccisi (e i loro corpi gettati chissà dove) per il solo fatto di essere italiani non destano interesse alla giustizia degli uomini, perché rappresentano i vinti? E i vinti hanno sempre torto.

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    ZARA, COSI' SCOMPARVERO I DUE FRATELLI LUXARDO

    Anche Bianca Ronzoni, moglie di Nicolò, venne gettata in mare e uccisa con il marito il 30 settembre 1944

    Tratto da Il Giornale del 10 febbraio 2007

    Il più vecchio era Nicolò, nato a Zara nel 1886. Era il più grande dei tre fratelli proprietari della premiata fabbrica di liquori Fratelli Luxardo, celebre in Italia per il Maraschino. Con i fratelli minori Pietro (nato nel 1892) e Giorgio, Nicolò guidava un’azienda di 250 dipendenti in una città abitata da circa ventimila italiani e da una minoranza slava di duemila anime.

    La famiglia veniva dalla Liguria: nel 1821 un Girolamo Luxardo era approdato nella città dalmata (a quell’epoca appartenente all’imperial-regio governo austriaco) e aveva trasformato il «rosolio maraschino» di antica tradizione zaratina in un prodotto industriale di successo.

    Zara era stata annessa al Regno d’Italia nel 1920 con il Trattato di Rapallo, diventando la più piccola provincia d’Italia, poco più di un chilometro quadrato di territorio, ampliato con la legge 18 maggio 1941, quando nuove terre dalmate erano state annesse all’Italia e venne creato il Governatorato della Dalmazia, retto da Giuseppe Bastianini prima e da Francesco Giunta poi.

    Dopo l’8 settembre 1943, la Dalmazia viene occupata dai tedeschi. A Zara vi sono soltanto un migliaio di soldati della Wehrmacht ma gli emissari del maresciallo Tito convincono gli anglo-americani dell’importanza strategica e logistica della città, che verrà sottoposta per ben 54 volte a pesantissimi bombardamenti che provocheranno più di duemila morti. In questo difficile momento, Nicolò e Pietro Luxardo sono due figure di riferimento per la città. Nicolò, sposato con la milanese Bianca Ronzoni, è stato volontario nella prima guerra mondiale ed è decorato di ben due medaglie d’argento. Presidente della Camera di commercio, è anche deputato della città di Zara. Dopo l’ingresso dei tedeschi in città, si è adoperato in tutti i modi contro l’ipotesi di una cessione della città ad uno Stato indipendente di Croazia. Per lui, come per la maggioranza degli zaratini, Zara è italiana.

    L’inverno 1943-44 è durissimo, i continui bombardamenti hanno ridotto la città un cumulo di macerie. In primavera Nicolò e Bianca si trasferiscono a Selve, una delle tante isolette del mare di Zara. Lì, il 30 settembre 1944, Luxardo viene prelevato dai partigiani titini e scompare. Di lui non si hanno più notizie e neppure di sua moglie Bianca. Si saprà poi che entrambi sono stati buttati in mare tra Selve e l’Isola Lunga e fatti annegare a colpi di remi.

    Anche il fratello minore, Pietro, è persona di spicco. Direttore di produzione della Luxardo, è vicepresidente della Provincia di Zara e consigliere della filiale zaratina della Banca d’Italia. Nel tremendo inverno, sotto l’infuriare delle bombe, Pietro Luxardo fa sfollare la moglie e i due figli in campagna. Lui rimane in città, abitando in una baracca appoggiata al muro del cimitero, per cercare di portare avanti l’azienda. Ma anche la Luxardo è distrutta dalle bombe. Pietro gira in bicicletta la città e i piccoli centri vicini per consegnare la liquidazione ai dipendenti rimasti senza lavoro. «A tutti i dipendenti - racconta oggi il nipote Franco Luxardo - sia italiani sia slavi».

    I partigiani di Tito entrano nella città distrutta il 1° novembre 1944, Pietro fa parte della piccola delegazione civile che li riceve e l’indomani effettua anche le consegne ufficiali della Banca d’Italia alle nuove autorità. Lo arrestano il giorno stesso insieme al viceprefetto Giacomo Vuxani, all’arcivescovo Pietro Doimo Munzani e a un gruppo di cittadini, tutti detenuti nella caserma «Vittorio Veneto». Due notti dopo viene prelevato da una pattuglia partigiana. Nell’uscire lascia a un vicino di pagliericcio il suo orologio: «Cerca di farlo avere a mio figlio». Da quel momento, anche di lui non si saprà più niente. Solo voci che affermano di averlo visto salire, sotto la minaccia di uomini armati, su una barca a motore che ha poi preso il largo verso il Canale di Zara. La sentenza di morte presunta del Tribunale di Venezia, in data 10 ottobre 1950, parla di «annegamento».

    La scomparsa dei tre cittadini (ma si calcolano circa 180 gli zaratini uccisi durante l’occupazione titina) ha un macabro seguito. A un anno dall’uccisione, Nicolò Luxardo venne citato in giudizio davanti al tribunale di Zara per rispondere di azioni «contro il popolo e lo Stato» e condannato a morte «in contumacia» il 22 novembre 1945. Alla condanna venne aggiunta la confisca dei beni che era poi quanto interessava alle autorità comuniste: mettere le mani sulla Luxardo. Per dieci anni alla famiglia fu fatto credere che fosse internato in un campo di prigionia in qualche zona della Jugoslavia. Anche per Pietro la pretura di Zara emise il 6 marzo 1946 un decreto di «confisca dei beni» perché l’industriale «era stato condannato a morte dal tribunale militare», senza fornire alcun particolare sulle modalità dell’esecuzione.

    Nicolò Luxardo ha raccontato questa odissea in un libro, Dietro gli scogli di Zara. L’unico superstite, Giorgio, ha ricostituito a Torreglia di Padova l’azienda di famiglia che ora viene condotta dagli eredi Luxardo.

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    articolo tratto da "OGGI ITALIA" del 10 febbraio 2007

    «I MIEI CARI AFFOGATI DA TITO: LA FOIBA DI ZARA FU L'ADRIATICO"

    on ha conosciuto il dramma delle foibe, Zara, capitale della Dalmazia, ma per un fatto puramente geologico: a sud dell’Istria le profonde cavità naturali di origine carsica non esistono. Così la mattanza degli italiani, a Zara e dintorni, avvenne con altri mezzi, solitamente per annegamento con una pietra al collo, o per fucilazione, o ancora per internamento nei campi di concentramento iugoslavi: migliaia di cittadini "processati" da Tito e spariti nel nulla. Esattamente come a Pola e a Fiume.anche a Zara la tragedia è rimasta nascosta fino a tempi recenti, sconosciuta agli stessi italiani, perché immediatamente rimossa dalla coscienza nazionale, dai libri di storia,dai discorsi dei politici e dalle celebrazioni ufficiali. Insomma, dalla storia d’Italia e dalla memoria collettiva.

    Solo nel 2004 il Parlamento italiano ha istituito il "Giorno del ricordo dell’esodo e delle foibe", celebrato ogni 10 febbraio, giorno in cui il Trattato di Pace di Parigi stabiliva che l’Italia - che aveva perso la seconda guerra mondiale - dovesse cedere l’Istria, Fiume e la Dalmazia al dittatore comunista Tito, che aveva il merito invece di aver vinto. Un anniversario mai dimenticato dai 350mila giuliani dalmati che dovettero lasciare le loro terre, pagando - loro soltanto - un debito di guerra dell’Italia inter

    Era il 25 aprile quando il resto della Penisola festeggiava la Liberazione con l’arrivo degli americani, ma in queste terre, così vicine eppure incommensurabilmente lontane, la "liberazione" la portavano i titini.

    «Chi non finì nelle foibe o annegato scappò in Italia con mezzi di fortuna, abbandonando tutto, lavoro, casa, terreno, negozio, le tombe dei genitori », ricorda Franco Luxardo, 70 anni, proprietario dello storico marchio di liquore Maraschino e attualmente sindaco di "Zara in esilio". Ma a Zara spetta un ulteriore primato: prima delle stragi titine, per ben un anno, fu bersagliata da un numero impressionante di bombardamenti anglo-americani (gli alleati di Tito), giustificabili solo se Zara fosse stata base militare o obiettivo altamente strategico. Invece nulla di tutto questo. Zara andò in pezzi sotto 54 bombardamenti massicci, e in pezzi andarono vite, famiglie, prospettive, sogni e tradizioni, fu "la Dresda dell’Adriatico", ma "l’obiettivo strategico" era soltanto la pulizia etnica antiitaliana, chiesta da Tito, concessa dagli alleati: «Dagli archivi della ex Jugoslavia è emerso un documento che

    conferma la richiesta di Tito agli americani di colpire Zara in modo da indurre la popolazione ad andarsene...».

    Finiti i bombardamenti, iniziarono i rastrellamenti.

    «Io ero bambino, allora, frequentavo la terza elementare. Con mia mamma

    e mio fratello andai via nell’agosto del 1943, prima che iniziasse la strage, grazie a problemi di salute per cui ero stato ricoverato in Veneto. Ma mio padre Giorgio e i suoi fratelli restarono a Zara. Venne l’8 settembre e l’armistizio, papà riuscì a raggiungerci e fu l’unico che sopravvisse, così nel ’46 rifondò la ditta Luxardo nel Padovano, dove si trova tuttora». Ma i suoi fratelli, personaggi molto in vista della raffinata vita culturale e sociale di Zara, fecero la stessa fine di migliaia di concittadini: spariti senza lasciare traccia. «Mio zio Nicolò e sua moglie, Bianca Ronzoni, milanese, durante un bombardamento anglo- americano nel 1943 scapparono nell’isoletta dalmata di Selve, di fronte a Zara - racconta oggi l’industriale zaratino -. Ma Nicolò era conosciuto, era l’ultimo deputato di Zara italiana, presidente della Camera di Commercio, aveva combattuto come volontario irredento durante la prima guerra mondiale, scegliendo l’Italia quando Zara era sotto l’Austria-Ungheria... Insomma, un simbolo di italianità.

    Così i titini lo vennero a cercare ». Quello che successe dopo, Franco Luxardo e i suoi cugini lo hanno ricostruito a fatica, come avviene nelle famiglie di tutte le vittime giuliano dalmate, raccogliendo brandelli di notizie e stralci di verità dai vecchi del luogo, dai pochi rimasti, e soprattutto dalle ammissioni degli ex partigiani di Tito: «Abbiamo saputo proprio da questi che lo zio era stato affogato, e la zia era stata fucilata da una partigiana croata sulla stessa barca ». Dei corpi non si è mai trovatatraccia.

    Anche il fratello Pietro, direttore di produzione in azienda, sparì nel nulla. E con loro altre centinaia di zaratini, decimati nel delirio di un genocidio che intendeva de italianizzare una città all’85% italiana, "giustificando" l’eccidio con la farsa dei processi popolari. E nella barbarie tutto è possibile: un anno dopo l’annegamento di Nicolò Luxardo, il "tribunale croato di Zara" lo accuserà "di non aver risposto all’invito di comparizione" e, ritenendo che "egli si tenga nascosto", lo condannerà all’impiccagione in contumacia.

    Dei 25mila abitanti di Zara, chi non morì sotto i bombardamenti angloamericani del ’43-’44 e trucidato dai titini subentrati ai tedeschi nell’autunno del ’44, si diede alla fuga su carrette del mare.

    «I bombardamenti fecero almeno 2.000 vittime - è la triste

    contabilità, per difetto -. L’ultimo avvenne il 30 ottobre del ’44, il giorno in cui i tedeschi se ne andarono definitivamente e i partigiani di Tito entravano ». Invece furono forse mezzo migliaio gli annegati o fucilati da Tito.

    «Significa in totale che alla fine mancò all’appello il dieci per cento della popolazione. Zara fu il capoluogo di provincia più distrutto di tutta la guerra, con l’84% di case raso al suolo, e quello che subì la perdita maggiore di vite in percentuale - nota il sindaco in esilio -: è come se Milano avesse perso nei bombardamenti centomila persone».

    Tutto questo 60 anni fa. «Oggi noi siamo un ponte tra le due sponde - assicura Franco Luxardo, che torna spesso nella sua Dalmazia e crede nel dialogo -: i loro giovani non hanno rancori, non conoscono questo passato, come del resto... non lo conoscono i nostri studenti in Italia. Il mio appello è che la tragedia dei giuliano dalmati entri definitivamente nella coscienza nazionale, senza più negazionismi o censure, come per fortuna sta avvenendo da anni. E che a Zara, città martire, sia finalmente

    consegnata la medaglia d’oro concessa da Ciampi».

    Era il 13 novembre del 2001, la celebrazione era già fissata, i pullman di esuli pronti a partire per il Quirinale. Ma poi la Croazia protestò.

    «Dal Quirinale ricevetti una telefonata, con un pretesto qualsiasi la celebrazione era rimandata a data da destinarsi».

    Dopo 5 anni è tuttora da destinarsi..



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  • LE VITTIME DELLA DALMAZIA E DI FIUME dall'8 settembre 1943 alla fine della guerra

    In questa lista lunga di nomi, da Borgo Erizzo - Zara, c'è anche quello di mio suocero, Ciurcovich Mirko (scritto Curkovic sui documenti italiani) che io non ho mai conosciuto, e altri parenti di mio marito..mio marito aveva 2 anni quando lo prelevarono di notte e non si seppe più nulla di lui..lasciando una moglie di 35 anni e 5 figli, il piu piccolo appunto mio marito,2 anni..

    Alla moglie fu rifiutato il visto per partire per l'Italia, per ben 3 volte e l'ottenne finalmente nel 1950..Da Zara, mia suocera con i 5 figli e con un baule di vimini, dove erano raccolte le poche cose che era concesso portare via, arrivarono al campo profughi di Catania, non so quanto rimasero là, poi approdarono a Bologna, per ricongiungerisi a dei cugini che erano arrivati prima, ma di cui non avevano avuto notizie.

    Erano già in tanti loro, due o tre famiglie, e sono vissuti tutti insieme, credo fossero più di una ventina di persone, ammucchiati come animali in due stanze, finchè alla famiglia di mio marito fu assegnata un appartamento in una casa costruita per i profughi, dove anche io abitavo.

    Quando siamo andati ad abitare lì, io avevo 8 anni lui 12..siamo cresciuti insieme, crescendo ci siamo fidanzati e sposati..In onore a lui ho messo il suo cognome nel mio profilo..e non il mio..

    Dal 9 settembre 1943 alla fine della guerra (fonte Internet)

    DALMAZIA

    Abbaz Giuseppe, da Traù, bottaio; ucciso dagli slavi dopo 1'8-9-1943.

    Andri Leo, ucciso a Curzola.

    Antissini Mario di Giuseppe, n. 10-8-1890 a S. Eufemia, ragioniere capo della Prefettura di Zara; catturato dagli slavi ai primi del febbraio 1944, fu gettato in mare con una pietra al collo. Scrisse, poco prima, alla moglie Itala: "cadrò serenamente a fronte alta, senza tremare, pregando Iddio per la Sua misericordia e pensando con tristezza a questa nostra povera Italia che fu la passione di tutta la mia vita."

    Asich Simeone, scomparso dopo l'occupazione slava.

    Bailo Antonio di Antonio, da Borgo Erizzo (Zara); fucilato il 7-2-1945.

    Bailo Bruno di Natale, n. 1910 a Borgo Erizzo; condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus jugoslavo con sentenza del 10-11-1944; fucilato dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

    Bailo Emilio di Matteo, condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus jugoslavo con sentenza del 10-11-1944; fucilato dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

    Bailo Eugenio di Matteo, condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus jugoslavo con sentenza del 10-11-1944; fucilato dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

    Bailo Giacomo di Paolo, n. 1908, condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus jugoslavo con sentenza del 10-11-1944; fucilato dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

    Bailo Giovanni di Natale, n. 1909, condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus jugoslavo con sentenza del 10-11-1944; fucilato dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

    Bailo Milan, condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus jugoslavo con sentenza del 10-11-1944; fucilato dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

    Bailo Miro, condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus jugoslavo con sentenza del 10-11-1944; fucilato dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

    Bailo Nando di Matteo, n. 1913, condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus jugoslavo con sentenza del 10-11-1944; fucilato dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

    Bailo Natale-Nino di Natale, n. 1911, condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus jugoslavo con sentenza del 10-11-1944; fucilato dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

    Bailo Nedo di Matteo, n. 1913, condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus jugoslavo con sentenza del 10-11-1944; fucilato dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

    Belava Marino, da Traù, operaio, ucciso nel settembre ottobre 1943.

    Benevenia Lucio di Dante, n. 16-2-1920 a Zara; fu gettato in mare a Ugliano (Zara) con una pietra legata al collo, dopo l'8-9-1943.

    Biondi..., da Borgo Erizzo, assistente al Genio Civile; ucciso nel novembre 1944.

    Biuk Antonio di Tommaso, da Spalato, meccanico presso la Italcementi di Salona, ucciso dagli slavi a Spalato il 20-9-1943.

    Bonacci Antonio, ucciso dopo l'8-9-1943.

    Braun Maria Laura, insegnante di lavoro nella Scuola elementare mista della Lega Culturale (Lega Nazionale) a Sebenico; fucilata dagli slavi il 23-12-1943; il suo corpo fu poi impiccato ad un albero.

    Buble Carmela, da Traù, infermiera, uccisa dopo l'8-9-1943.

    Buble Giovanni, da Traù, operaio, ucciso dopo l'8-9-1943.

    Budrovich Tommaso, n. Spalato, catturato dai partigiani slavo-comunisti a Valeriane (Udine) il 4-8-1944 e fucilato.

    Buri Rodolfo di Martino, n. 2-2-1906 a Spalato; assuntore delle ferrovie a Rozzo; arrestato dai partigiani il 13-9-1943, imprigionato a Castel Lupogliano ed infoibato a Semich il 5-10-1943.

    Calabrese Carmelo, da Spalato, insegnante a Castelbadessa; ucciso dagli slavi dopo l'8-9-1943.

    Calligaris Mario di Francesco e di Pierina Deanna, n. 7-10-1902 a Brazza (Dalmazia), residente a Gorizia; arrestato dagli slavi il 2-5-1945, tradotto ad Aidussina.

    Calmetta Alessandro, di Michele, da Borgo Erizzo, fu ucciso dagli slavi nel 1944; assieme al fratello Cristoforo costretti a scavarsi la fossa, furono poi appesi per i piedi ad un palo.

    Calmetta Cristoforo, di Michele, da Borgo Erizzo, fu ucciso dagli slavi nel 1944; assieme al fratello Alessandro costretti a scavarsi la fossa, furono poi appesi per i piedi ad un palo.

    Capurso Vincenzo, da Ragusa; fucilato dagli slavi a Dassa, isolotto della Dalmazia, nel 1944.

    Caruz Antonio, detto Zaze, ucciso dagli slavi in Dalmazia dopo l'8-9-1943.

    Caruz Cristoforo di Giacomo, da Borgo Erizzo; fucilato il 7-2-1945 assieme a Giorgio Marsan.

    Caruz Cristoforo, detto Sace, di Cristoforo, da Borgo Erizzo, ucciso nel 1944 dopo l'occupazione di Zara.

    Caruz Emilo, da Borgo Erizzo; ucciso nel 1944 dopo l'occupazione di Zara.

    Cattich Antonio di Manfredo, possidente zaratino: catturato nell'Isola di Ugliano (Zara) ed ivi fucilato; dopo l'8-9-1943, da Ancona, stava rientrando nella sua città.

    Cerlienco Maria ved. Sabalich, di Zara; catturata dagli slavi a Dicolo (Zara) nel gennaio 1944 e annegata.

    Cherstich Emilio Milo di Tommaso, da Borgo Erizzo, fucilato dagli slavi il 7-2-1945; la condanna fu notificata alla popolazione con un manifesto. Assieme a Cherstich Eugenio

    Cherstich Eugenio di Natale, da Borgo Erizzo, fucilato dagli slavi il 7-2-1945; la condanna fu notificata alla popolazione con un manifesto. Assieme a Cherstich Emilio

    Cherstich Giovanni di Giovanni, da Borgo Erizzo, ucciso dagli slavi a Zara nel 1944. Assieme a Cherstich Luigi.

    Cherstich Luigi di Paolo; da Borgo Erizzo, ucciso dagli slavi a Zara nel 1944. Assieme a Cherstich Giovanni.

    Cherstich Vincenzo di Paolo, n. 1896 a Borgo Erizzo, condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus jugoslavo con sentenza del 10-11-1944; sentenza eseguita.

    Ciani Sofia di Antonio e di Carolina Andorfer, n. 28-1-1883 a Spalato; arrestata a Gorizia dagli slavi il 2/3-5-1945; nel settembre 1947 si trovava nelle carceri dell'ex-manicomio di Lubiana.

    Ciurcovich Emilio di Michele, da Borgo Erizzo, ucciso dagli slavi nel novembre 1944.

    Ciurcovich Giovanni di Tommaso, da Perusich, fucilato dagli slavi il 7-2-1945.

    Ciurcovich Giuseppe di Antonio, da Borgo Erizzo, ucciso dagli slavi nel novembre 1944. Assieme a Ciurcovich Matteo

    Ciurcovich Matteo di Giuseppe, da Borgo Erizzo, ucciso dagli slavi nel novembre 1944. Assieme a Ciurcovich Giuseppe

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    Ciurcovich Mirko, da Borgo Erizzo; arrestato dagli slavi il 5-11-1944 e scomparso.

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    Clamer Antonio di Antonio; da Borgo Erizzo, ucciso dagli slavi dopo l'occupazione di Zara.

    Clapan Marco di Luca, da Paijuva; fucilato, assieme agli altri già citati, il 7-2-1945.

    Colani Giuseppe di Spiridione, da Brevilacqua, residente a Zara; catturato dopo l'8-9-1943, derubato di quanto portava ed ucciso nella stessa Brevilacqua, secondo altri nei pressi di Nona.

    Coludrovich Maria, v. Vosilla Maria.

    Coricci Andrea, da Sebenico, autista; infoibato nei pressi di Rovigno, in Istria, nel settembre-ottobre 1943.

    Corsano Aurora, da Lagosta, fucilata l'1-3-1944 nel cimitero di Lagosta, dopo un processo-farsa.

    Cosich ..., da Spalato, ucciso dagli slavi assieme alla sorella dopo l'8-9-1943.

    Cosich ..., da Spalato, uccisa dagli slavi assieme al fratello dopo l'8-9-1943.

    Costa Ermenegildo di Enrico, n. 1905 a Zara, custode della Banca Dalmata di Sconto, fucilato assieme a Vincenzo Cherstich e agli altri di Borgo Erizzo.

    Cotlar Vegli di Matteo, da Bordo Erizzo, ucciso dagli slavi nel novembre 1944.

    Covacich Romana, da Spalato; uccisa dopo l'8-9-1943; la notizia dell'esecuzione fu data il 28-1-1944.

    Cubrich Michele-Mile, sottomacchinista dell'Ospedale Civile di Zara, ucciso dai partigiani nel maggio 1944 a Torrette di Zaravecchia, dove si era recato per trovare dei parenti; fu impiccato ad un albero; in precedenza furono uccisi dagli slavi alcuni suoi fratelli, dei quali non si conosce il nome.

    Curto Giuseppe di Luigi e di Margherita Sorich, n. 1925 a Zara; ucciso dagli slavi nel 1944 in una delle isole prospicienti Zara.

    Daddi Giuseppe (già Dadich), da Borgo Erizzo, ucciso dagli slavi nel 1944 dopo l'occupazione di Zara.

    De Galassi .... dalmata; deportato dagli slavi a Lubiana ed internato in quell'ex-manicomio ed ivi deceduto.

    Delava Marino, da Traù ; ucciso dagli slavi nel settembre 1943.

    Dell'Orco Marino, di Paolo, n. 1907 a Borgo Erizzo; condannato a morte dal Tribunale militare dell'8° Korpus con sentenza del 10-11-1944.

    Dell'Orco Pietro di Marino, n. 2-2-1902 a Zara, residente a Fiume, barbiere; ucciso nella sua abitazione dai partigiani il 20-9-1944.

    de Maineri barone Felice, Commissario civile al Comune di Ragusa; fucilato dagli slavi a Sabbioncello (Ragusa) dopo l'8-9-1943.

    de Micheli Vitturi conte Silvio, di Rados, da Castel Vitturi; Commissario civile di Castel Vitturi; assassinato dagli slavi dopo l'8-9-1943.

    de Michieli Vitturi contessa Catarina, ved. Skoic, da Castel Vitturi; assassinata dai partigiani dopo l'8-9-1943.

    de Michieli Vitturi conte Feliciano, n. 9-6-1869 a Spalato, industriale, commissario straordinario al Comune di Castelnuovo di Traù, arrestato dagli slavi dopo l'8-9-1943; riuscì a salvarsi; rifugiatosi a Valeriane (UD), il 4-8-1944 fu prelevato da partigiani, derubato e fucilato in località sconosciuta.

    Descovich Dora ved. Buggianesi, da Sebenico, ove rimase anche dopo l'assegnazione della città alla Jugoslavia, mentre la sua famiglia preferiva l'esilio. Arrestata dagli slavi nel novembre 1944; dopo un periodo trascorso in carcere, fu processata e fucilata nella primavera del 1945 presso il villaggio di Cagnevrate; sepolta tra i monti Tartaro e Promina.

    Despal Giacomo, (figura anche come Despoti) di Simeone, da Borgo Erizzo, assassinato assieme al fratello Despal Matteo.

    Despal Matteo, (figura anche come Despoti) di Simeone, da Borgo Erizzo, assassinato assieme al fratello Despal Giacomo.

    Detoni Nunzio, da Ragusa, fucilato dagli slavi nell'isola di Dassa nel 1944.

    Dojmi Dora, da Lissa; ivi fucilalta dagli slavi dopo l'8-9-1943.

    Drepina Andrea, da Tenin; ivi ucciso dagli slavi nel 1945.

    Duca Domenico di Giacomo, da Borgo Erizzo; ucciso dai partigiani slavi nell'ottobre-novembre 1944 dopo l'occupazione di Zara.

    Duca Eugenio di Giuseppe, da Borgo Erizzo; ucciso dai partigiani slavi nell'ottobre-novembre 1944 dopo l'occupazione di Zara.

    Duca Francesco di Giovanni, da Borgo Erizzo; ucciso dai partigiani slavi nell'ottobre-novembre 1944 dopo l'occupazione di Zara.

    Duca Simeone di Simeone, n. 1905, da Borgo Erizzo; ucciso dai partigiani slavi nell'ottobre-novembre 1944 dopo l'occupazione di Zara.

    Duchich Matteo di Matteo, da Borgo Erizzo; ucciso dai partigiani slavi nell'ottobre-novembre 1944 dopo l'occupazione di Zara.

    Duiella Giovanni di Cristoforo, n. 1893 a Zara; condannato a morte con la citata sentenza del 10-11-1944.

    Dvorzak Antonio, da Zara, pensionato del Comune; condannato dagli slavi ad 8 anni di lavori forzati, deceduto nel campo di concentramento di Stara Gradiska.

    Erzegovich-Grba Giorgio di Cirillo, da Rogosniza (Sebenico); prelevato dai partigiani dopo l'8-9-1943, torturato per otto giorni, fu ucciso il 21-9.

    Faccini Miro di Marco, n. a Zara, postelegrafonico; arrestato dagli slavi l'1-11-1944 e scomparso.

    Ferrari Giuseppe, da Traù, meccanico; ucciso dagli slavi dopo l'8-9-1943, assieme a Ferrari Luigia e Ferrari Rosa.

    Ferrari Luigia, da Traù, ucciso dagli slavi dopo l'8-9-1943, assieme a Ferrari Giuseppe e Ferrari Rosa.

    Ferrari Rosa, da Traù, ucciso dagli slavi dopo l'8-9-1943, assieme a Ferrari Giuseppe e Ferrari Luigia.

    Ferrone Vincenzo, comandante delle Guardie Carcerarie di Spalato, ucciso dagli slavi il 19-9-1943.

    Fiengo prof. dott. Vincenzo, da Napoli; professore presso l'Istituto Tecnico Commerciale di Zara; richiamato alle armi con il grado di Tenente, dopo l'8-9-1943 rimase a Zara e si dedicò totalmente all'assistenza degli alunni dei vari Istituti scolastici e delle loro famiglie; all'occupazione della città da parte slava, fu arrestato e fucilato.

    Fiorentino Michele, di Bortolo, da Spalato, volontario irredento; commerciante, fucilato dagli slavi il 22-9-1943, assieme al fratello Fiorentino Vittorio.

    Fiorentino Vittorio, operaio fonditore presso il locale Cantiere Navale, fucilato dagli slavi il 22-9-1943, assieme al fratello Fiorentino Michele.

    Giriboldi Enzo, da Imperia; residente a Zara, impiegato presso l'ufficio sindacale; ucciso dagli slavi a Lissadopo l'8-9-1943.

    Gliubich Gemma, da Sebenico, insegnante presso le scuole della Lega Nazionale di Sebenico durante la dominazione iugoslava; fucilata dagli slavi il 13-12-1943 e poi impiccata ad un albero.

    Gudrovich Maria, da Spalato, uccisa dagli slavi a Spalato dopo l'8-9-1943.

    Ielencovich Cristoforo di Cristoforo; da Borgo Erizzo, ucciso dagli slavi nel novembre 1944, dopo l'occupazione della città di Zara assieme al fratello Ielencovich Giacomo.

    Ielencovich Giacomo di Cristoforo; da Borgo Erizzo, ucciso dagli slavi nel novembre 1944, dopo l'occupazione della città di Zara assieme al fratello Ielencovich Cristoforo.

    Iovich Eugenio di Tommaso, pure da Borgo Erizzo; ucciso dagli slavi nel novembre 1944, dopo l'occupazione della città di Zara.

    Iurinich Imber, ucciso dagli slavi nelle isole di fronte a Zara dopo l'8-9-1943.

    Ivacich Tommaso, da Traù, ivi ucciso dagli salvi dopo l'8-9-1943.

    Ivanov Albino, da Borgo Erizzo (Zara); ucciso nel novembre 1944.

    Jelencovich Antonio di Cristoforo, da Borgo Erizzo; ucciso dagli slavi nel novembre 1944 dopo l'occupazione della città di Zara.

    Jelich Giuseppe di Marino, n. 30-3-1903 a Spalato, residente a Trieste, pittore; ucciso dagli slavi a Divaccia nel novembre 1944.

    Kiswarday Tullio, da Zara, addetto alla locale Prefettura, fucilato dai partigiani slavi nell'ottobre-novembre 1944.

    Koich Gaetano, dall'Isola Lunga (Zara), arrestato e fucilato dagli slavi il 7-2-1945 assieme a Giorgio Marsan.

    Lampis Giovanni, n. 1917 a Sanluri (Cagliari); scomparso a Borgo Erizzo dopo l'8-9-1943.

    Livich Umberto, a. 45, da Zara, parrucchiere; ucciso dagli salvi nel settembre-ottobre 1944.

    Luginbuhl Eros, da Ferrara, già preside del Ginnasio "G.R. Carli" di Pisino, poi del Ginnasio di Spalato: arrestato dagli slavi il 21-9-1943 a Spalato, fu marchiato con una stella di fuoco sulla fronte e fucilato il giorno seguente.

    Luxardo Bianca, v. Ronzoni Bianca.

    Luxardo Nicolò di Michelangelo e di Giuseppina Illich, n. 15-7-1886 a Zara, volontario irredento, pluridecorato al V.M., assunse il cognome di guerra Franchi; deputato al Parlamento nella 30° legislatura, presidente della Camera di Commercio di Zara, industriale. Trucidalo da elementi slavi assieme alla moglie Bianca a Selve (Dalmazia) presumibilmente il 20-9-1944.

    Luxardo Pietro, fratello di Nicolò, nato il 15-9-1892 a Zara, vice preside della provincia di Zara, reggente la prefettura zaratina con il prof. Fiengo, nel periodo cruciale del novembre 1944; industriale. Trucidato da elementi slavi in Zara si presume alla data del 12-11-1944. Roma ha dedicato ai due fratelli zaratini una delle sue vie.

    Marchi Fortunato di Antonio, da Lesina, possidente e industriale, commissario straordinario al distretto di Lesina nel 1941-43; arrestato dagli slavi dopo l'8-9-1943, portato in cimitero, costretto a scavarsi la fossa e fucilato.

    Marcolungo Luigi, insegnante elementare a Castel San Giorgio (Lesina); ucciso dagli slavi nel 1943.

    Marcuzzi Giuseppe di Andrea, da Borgo Erizzo, ucciso dagli slavi tra il 1944-45.

    Marinich Crachich Radoslao, detto Rade, da Spalato, ucciso dopo l'8-9-1943.

    Marsan Giorgio di Giorgio, n. 2-9-1912 a Borgo Erizzo, fucilato il 7-2-1945.

    Marsan Giuseppe di Matteo, pure da Borgo Erizzo; ucciso alla fine del 1944.

    Marsano Emilio di Antonio, n. 1909 a Borgo Erizzo, condannato dal Tribunale militare dell'8° Korpus con sentenza del 10-11-1944; fucilato.

    Matic Luca, giudice presso il Tribunale di Sebenico; ivi ucciso il 9-9-1943.

    Mattessich Simeone di Giacomo, n. 1912 a Borgo Erizzo, fu ucciso assieme a Marsano Vittorio.

    Mazia Matteo di Matteo, da Borgo Erizzo, ivi ucciso dagli slavi dopo l'occupazione di Zara.

    Mazia Simeone di Giorgio, n. 1914 a Borgo Erizzo, fucilato assieme a Marsano Vittorio.

    Medich Maria, da Zara; uccisa in zona Boccagnazzo (Zara) dopo l'8-9-1943.

    Melchini Cesare, da Castelvitturi, insegnante elementare; ucciso dopo l'8-9-1943.

    Menenghin Cesare, da Spalato, ivi insegnante alle elementari; ucciso dopo l’8-9-

    1943.

    Mestrovich Matteo di Giovanni, da Boccagnazzo; fucilato il 7-2-1945.

    Miagostovich Matteo, da Imoschi, avvocato, commissario civile di Castelvecchio, ucciso dopo l’8-9-1943.

    Miller Santin, da Castel Vitturi, ivi insegnante elementare; ucciso il 22-9-1943.

    Mirossevich Matteo di Antonio e di Cristina Druscovich, n. 2-8-1891 a Imoschi, avvocato; commissario civile del Comune di Castelnuovo di Spalato; ucciso tra il 16 e il 20-9-1943.

    Missoni Antonio, n. 24-7-1887 a Stagno, disertò dall'esercito austriaco nel 1915-18, e passò in Italia; commissario straordinario dell'isola di Curzola nel 1941-43; morto a Ragusa il 2-5-1945.

    Mussapi Clotilde -Tilde di Cristoforo, n. 1912 a Borgo Erizzo, insegnante; annegata nel Canale di Zara nel novembre 1944.

    Mussapi Miro di Simeone, da Borgo Erizzo; ucciso dagli slavi dopo l'occupazione di Zara.

    Mussapi Pietro di Michele, n. 1905; da Borgo Erizzo; condannato a morte e fucilato con sentenza del Tribunale militare dell'8° Korpus, emessa il 10-11-1944, come per Mussapi Pietro di Nicolò e ucciso dagli slavi nel novembre 1944.

    Mussapi Pietro di Nicolò, da Borgo Erizzo, condannato a morte e fucilato con sentenza del Tribunale militare dell'8° Korpus, emessa il 10-11-1944, come per Mussapi Pietro di Michele e ucciso dagli slavi nel novembre 1944.

    (Continua)

  • (continua)

    Mussapi Romano di Cristoforo, n. 1902. da Borgo Erizzo; condannato a morte e fucilato con sentenza del Tribunale militare dell'8° Korpus, emessa il 10-11-1944, come per Mussapi Pietro di Michele e ucciso dagli slavi nel novembre 1944.

    Mussapi Simeone di Simeone, n. 1910, tutti da Borgo Erizzo; condannato a morte e fucilato con sentenza del Tribunale militare dell'8° Korpus, emessa il 10-11-1944, come per Mussapi Pietro di Michele e ucciso dagli slavi nel novembre 1944.

    Muzzani Matteo di Simeone, da Borgo Erizzo, fucilato il 7-2-1945.

    Nicpalj Eugenio di Matteo, n. 1914, da Borgo Erizzo; fucilato per la sentenza del 10-11-1944.

    Nicpalj Simeone di Matteo, n. 1914, da Borgo Erizzo; fucilato per la sentenza il 10-11-1944.

    Nicpalj Simeone di Paolo, n. 1907, da Borgo Erizzo; fucilato per la sentenza del 10-11-1944.

    Palci Giorgio (anche Ober) di Giovanni e di Pierina Berlenghi, n. 8-2-1886 a Pago, legionario fiumano, commissario civile di Arbe nel 1941-43; fucilato ad Arbe, od a Segna, dopo l’8-9-1943.

    Pardo dott. Diego, da Spalato, fino al 1941 dipendente del Ministero dell'Aeronautica, commissario civile di Lissa nel 1941-43; seviziato ed ucciso dagli slavi tra il 15/20-9-1943 a Lissa.

    Pattiera Giovanni, da Zara, portabagagli; ucciso nel novembre 1944.

    Perich Zoch Stefano, da Spalato, commerciante, ucciso dagli slavi nel settembre-ottobre 1943.

    Perinovich Simeone di Demetrio, da Casali (Zara); ucciso nel novembre 1944 nei pressi di Karin-Obrovazzo, sepolto in un fosso accanto al luogo del martirio.

    Perlai Kelach Gregorio, da Spalato, ucciso dopo l’8-9-1943.

    Perovich Giacomo di Nicolo; vedi Perovich Paolo.

    Perovich Matteo di Matteo; vedi Perovich Paolo.

    Perovich Paolo di Cristoforo, tutti da Borgo Erizzo, uccisi dagli slavi nel novembre 1944 dopo l'occupazione slava di Zara.

    Perovich Vincenzo, pure da Borgo Erizzo, ucciso allafine del 1944.

    Persello Lucia, da Spalato; uccisa dopo l'8-9-1943, come Persello Rosina.

    Persello Rosina, da Spalato; uccisa dopo l'8-9-1943, come Persello Lucia.

    Persich Giuseppe, da Spalato, impiegato; ucciso dopo l'8-9-1943.

    Petani Garo di Simeone, detto Cec, da Borgo Erizzo; ucciso nel novembre 1944.

    Petani Natale di Giuseppe, n. 1908 a Borgo Erizzo; ucciso per la sentenza del 10-11-1944.

    Petrossi Italo-Verdi di Arturo, da Spalato, residente a Lissa; commissario civile di Lissa; catturato dagli slavi, fu racchiuso in una gabbia di ferro ebbe le orecchie ed il naso strappati con tenaglie roventi; lasciato a soffrire, tra i dileggi degli aguzzini; per quattro giorni e poi gettato in mare "perché indegno di avere sepoltura"; 15/20-9-1943.

    Piva Luigi, da Sebenico, legionario fiumano, residente ad Abbazia; assassinato davanti alla sua abitazione nel 1944; poco dopo venne ucciso anche il figlio.

    Quaini..., direttore dei Cantieri Navali di Curzola; ivi ucciso dagli slavi dopo l'8-9-1943.

    Radich Maria, da Traù, uccisa nel settembre-ottobre 1943.

    Radich Marino, da Traù, contadino, ucciso nel settembre-ottobre 1943.

    Radich Stefano, pure da Traù, scalpellino, ucciso nel settembre-ottobre 1943.

    Radizza Salvatore, da Curzola, operaio, ucciso nel cimitero di Meleda dopo l'8-9-1943.

    Rados Giuseppe, detto Beppo, di Natale, n. 1911 a Zara; condannato a morte con la sentenza del 10-11-1944.

    Rainaud Stefano, da Torino; direttore delle Cementerie Riunite "Adria-Dalmazia"; ucciso a Spalato dopo 1'8-9-1943.

    Rama ..., da Ragusa; fucilato nel settembre-ottobre 1943.

    Ranes Simeone di Tomaso, da Morter; fucilato il 7-2-1945.

    Redovnicovich Benedetto di Marino, n. 18-7-1904 a Spalato, fucilato nel cimitero di Spalato nel settembre 1943.

    Redovnicovich Marino di Marco, n. 11-3-1876 a Spalato, affogato nel mare dell'Isola di Solfa.

    Relja Andrea di Paolo, da Borgo Erizzo, ucciso dopo l'occupazione slava di Zara, come Relja Pietro-Luci.

    Relja Pietro-Luci di Paolo, ucciso dopo l'occupazione slava di Zara, come il fratello Relja Andrea.

    Rocchi Luchich Dora di Guido, da Lissa, dirigente della Scuola di Lesina assieme al padre Rocchi Luchich Guido furono condotti nel cimitero di Lissa e fucilati; morirono abbracciati gridando "Viva l'Italia".

    Rocchi Luchich Guido, n. 1875 a Lissa; assieme alla figlia Rocchi Luchich Dora furono condotti nel cimitero di Lissa e fucilati; morirono abbracciati gridando "Viva l'Italia".

    Ronzoni Bianca in Luxardo, da Milano, moglie di Nicolò; volle rimanere al suo fianco e lo seguì nellatragica fine, annegata nel mare di Zara.

    Rosovich Benedetto, da Spalato, impiegato; ucciso dagli slavi dopo l’8-9-1943.

    Rossi Sabattini Tullio di Francesco e di Maria Persicalli, n. 1-12-1920 a Zara, catturato dagli slavi dopo l'8-9-1943 nelle isole di Zara; sembra fucilato in Bosnia nel febbraio 1944.

    Rossovich Benedetto, da Spalato; ucciso dopo l’8-9-1943.

    Rubbi Cornelia, da Spalato; ucciso dagli slavi dopo l'8-9-1943.

    Ruggi Mafalda di Umberto, a. 22 da Zara; fucilata dagli ustascia il 28-1-1944 mentre si trovava sfollata a Sukosan.

    Rusich Mila in Volinch, da Spalato, uccisa dopo l’8-9-1943.

    Sabalich Maria, v. Cerlienco Maria.

    Santini Miller, da Castelvitturi (Traù); insegnante; ucciso nel settembre-ottobre 1943.

    Scarabello Severino di Antonio e di Maria Ghedini, n. 1912 a Bevilacqua (VE); insegnante elementare a Zirona Piccola; ucciso a Traù dopo l8-9-1943.

    Scordiglio Maria, da San Caio (Spalato), insegnante elementare; uccisa dagli slavi dopo l’8-9-1943.

    Segnanovich Simeone, da Spalato; falegname; ucciso dagli slavi nel settembre-ottobre 1943.

    Sessa Antonio di Domenico e di Maria De Polo, n. 10-6-1910 a Curzola; residente a Trieste, operaio della Telve; prelevato dagli slavi a Tomadio il 22-4-1944.

    Sessartini Luigi, da Spalato; ucciso dagli slavi nel settembre-ottobre 1943.

    Sichich Cristoforodi Marco, dall'Isola Incoronata (Sebenico); fucilato il 7-2-1945.

    Sillich Romeo (figura anche come Silig) di Luigi, n. 1923; arrestato a Spalato nell'ottobre 1943.

    Simich Martino, da Lagosta; fucilato l'1-3-1944 nel Cimitero di Langosta dopo un processo tragica farsa.

    Skoic Caterina, v. de Michieli Vitturi Caterina.

    Soglian prof. Giovanni; n. 1901, a Cittavecchia (Lesina); fu lettore di italiano all'Università di Varsavia e preside del Liceo classico di Bressanone; provveditore agli Studi di Spalato 1941-43; dopo l'8-9-1943 rifiutò di salvarsi per poter assistere tutti gli insegnanti in pericolo; arrestato, venne fucilato il 23/24-9-43, dopo che sul petto gli era stata impressa a fuoco una stella.

    Stipcevich Nicolo, da Zara; fucilato dagli slavi dopo l'8-9-1943.

    Stossich Matteo di Antonio, da Sebenico, profugo a Zara dal 1921, capo degli spazzini comunali; ucciso dagli slavi il 22-12-1944.

    Stossich Stefano di Matteo, n. 13-6-1912 a Sebenico; fucilato per la sentenza del 10-11-1944.

    Stregna Natale, da Sukosan (Zara); ucciso la notte del 28-1-1944 assieme a Mafalda Ruggi.

    Suttovich Marco, da Zara, detto Marco, della Vedova, faceva parte della Compagnia scaricatori "F. Rismondo" di Zara; deportato nell'isola Luna e ucciso assieme a Miro Altissimi.

    Tersich Giuseppe, n. Spalato; ucciso dagli slavi dopo l'8-9-1943.

    Ticina Lucia (anche come Maria) vedi Damiani de Vergada Lucia in Ticina

    Damiani de Vergada Lucia in Ticina, da Zara assieme al marito Ticina Pietro, la figlia Beata con il marito e la nipotina di 4 anni furono tutti annegati nel mare dell'Isola di Ugliano nel novembre 1943. Erano cittadini di Zara e per questo sono stati uccisi dai partigiani di Ugljen come spie e nemici. In più con il documenton. 1111/48 del 31-3-1948 del Tribunale Giudiziario di Zara tutta la proprieta' di Lucia Damiani De Vergada in Ticina fu confiscata e data in mano al governo.

    Ticina Pietro, da Zara, farmacista a Zara, assieme alla moglie Damiani de Vergada Lucia ed alla loro figlia, il genero, una nipotina di 4 anni, furono tutti annegati nel mare dell'Isola di Ugliano nel novembre 1943; il farmacista Ticina riuscì a trascinare con sé uno dei carnefici. Erano cittadini di Zara e per questo sono stati uccisi dai partigiani di Ugljen come spie e nemici.

    Ticina Beata Pietro e di Damiani de Vergada Lucia, con il marito e con la figlioletta di 4 anni furono annegati nel mare dell'Isola di Ugliano nel novembre 1943. Erano cittadini di Zara e per questo sono stati uccisi dai partigiani di Ugljen come spie e nemici.

    Ticina …. figliolina di Beata, di quattro anni annegata nel mare dell'Isola di Ugliano nel novembre 1943 assieme alla madre, al padre ed ai nonni materni. Erano cittadini di Zara e per questo sono stati uccisi dai partigiani di Ugljen come spie e nemici.

    Ticina Toma fratello di Pietro da Zara fu annegato nel mare dell'Isola di Ugliano nel novembre 1943 assieme al fratello. Erano cittadini di Zara e per questo sono stati uccisi dai partigiani di Ugljen come spie e nemici.

    Ticina ? ……. marito di Ticina Beata da Zara fu annegato nel mare dell'Isola di Ugliano nel novembre 1943 assieme alla moglie ed alla figlioletta di 4 anni. Erano cittadini di Zara e per questo sono stati uccisi dai partigiani di Ugljen come spie e nemici.

    Ticulin Eugenio di Nicolò, n. 7-11-1913 a Casali (Zara); fucilato il 7-2-1945.

    Ticulin Simeone di Nicolò, n. 1905 a Casali; fucilato per la sentenza del 10-11-1944.

    Tommaseo Ponzetta Ruggero, da Postire (Brazza), residente a Spalato, volontario irredento 1915-18; direttore del "Popolo di Spalato"; assassinato tra il 16/20-9-1943.

    Travizza Olga, uccisa dopo l’8-9-1943.

    Tritoni Roberto di Marco, n. 1885 a Sebenico, residente ad Albona, fermato dai parmigiani mentre da Albona si recava a lavorare ad Arsia, come muratore, il 27-3-1945 e scomparso.

    Valich Maria, uccisa a Spalato.

    Vinzi Francesco, da Curzola, commissario straordinario al distretto di Curzola; fucilato nel cimitero di Meleda dopo l’8-9-1943.

    Vissich Antonio di Matteo, n. 1914 a Borgo Erizzo; fucilato per la sentenza del 10-11-1944.

    Vladani Matteo di Matteo, da Borgo Erizzo; ucciso nel novembre 1944.

    Volinich Mila, v. Rusich Mila.

    Vosilla Maria, ved. Coludrovich, n. 1896; uccisa a Traù il 20-9-1943.

    Vuchicich Cristoforo di Tomaso, n. 1911 a Borgo Erizzo; fucilato per la sentenza del 10-11-1944.

    Vucossa Biagio di Cristoforo, n. 1909 a Zara; fucilato per la sentenza del 10-11-1944.

    Vucossa Natale di Andrea, n. 1913 a Zara; fucilato per la sentenza del 10-11-1944.

    Weiss Edmondo, da Ragusa, residente a Cattaro; condannato dagli iugoslavi nel 1931 sotto l'accusa di spionaggio; liberato nel 1941, aprì una libreria italiana a Cattaro; dopo l'8-9-1943 fu condannato dagli slavi ai lavori forzati e sembra, poi, fucilato.

    Weiss Rodolfo, da Ragusa; fucilato a Spalato dopo l'8-9-1943.

    Zaini Enrico, ufficiale giudiziario a Zara; mentre prestava il suo servizio a Borgo Erizzo, fu assassinato il 16-12-1943.

    Zochich Stefano, da Spalato, operaio; ucciso nella notte tra il 18/19-9-1943, colpevole d'essere italiano.

    (Continua)

  • (continua)

    LE VITTIME DI FIUME

    Fiume

    Baldussi Giovanni, da Mattuglie, volontario irredento 1915-18; arrestato a Mattuglie e ucciso dopo l'8-9-1943.

    Bellintani Ottorino, da Mantova, residente a Mattuglie, combattente nella guerra 1915-18, autista; arrestato a Mattuglie il 13-9-1943 e ucciso.

    Bigoni Aldo, da Fiume.

    Bonas Paolo di Pietro e di Maria, n. a Volosca, operaio presso l'idroscalo di Abbazia; catturato e martirizzato dagli slavi nei primi mesi del 1945.

    Bonini..., guardia Giurata; catturato dagli slavi; il suo cadavere fu ritrovato a Fogliane di Abbazia, in un fosso, crivellato di colpi.

    Brandi Cesare di Pacifico, da Veglia; fucilato nell'ottobre 1943.

    Calich Mario, da Fiume, operaio meccanico presso la cementeria Adria di Spalato; ucciso dagli slavi dopo l'8-9-1943.

    Campeis dott. Ermanno, direttore del Consorzio Agrario di Villa del Nevoso; impiccato dagli slavi nel 1944.

    Cherubini Tullio di Natale, n. 22-8-1893 a Bagni (LU), ispettore delle Assicurazioni "Alleanza" di Abbazia; prelevato da casa il 29-4-1945, portato a Villa Liana di Laurana e scomparso il 1°-5-1945.

    Cossu Giovanni, da Fontana del Conte, residente a Villa del Nevoso; impiegato; ucciso nel 1943.

    Cottiero Simeone, a. 44, da Fiume, negoziante; prelevato dalla sua casa di Laurana nel giugno 1944; nel 1945 il suo cadavere fu trovato da alcuni contadini nei pressi di Laurana, sepolto in un bosco.

    de Hajnal Mario, da Fiume; pittore; ucciso nella sua abitazione nel maggio 1944.

    Depicolzuane Giusto di Luigi, da Veglia; fucilato nell'ottobre 1943.

    di Mucici Mormica, da Mattuglie; arrestato ed ucciso subito dopo l'8-9-1943.

    Domaico Giuseppe, a. 25, da Fiume; ucciso il 10-4-1945.

    Dubrovich Giuseppe, da Fiume, commerciante; fucilato il 24-9-1943 a Costabella (Mattuglie).

    Duimovich Milan di Matteo e di Anna Pelosa, n. 3-10-1907 a Rucovazzo (Mattuglie); deportato il 12-6-1944.

    Ferrari Bacci Elvezia, residente a Ville d'Idei (Abbazia), insegnante; impiccata ad un albero per i capelli e uccisa a baionettate nella notte del Natale 1943.

    Fiorentin Francesco di Andrea, da Veglia; fucilato a Babin Potok il 29-10-1943.

    Fiorentin Giovanni di Vincenzo e di Maria Giorgolo, n. 10-8-1903 a Veglia; fucilato a Babin Potok il 29-10-1943.

    Ghersi...di Michelangelo, n. 1937 a Laurana; uccisa il 24-11-1944 assieme al padre, mentre si trovava in casa.

    Giusti Alberto di Corrado, a. 48, da Fiume; ucciso nel gennaio 1945 a Costabella, tra Fiume e Volosca, mentre stava rientrando a casa.

    Kamber Teofilo di Antonio e di Domenica Ferlora, n. 15-6-1914 a Fiume; ucciso nell'agosto 1944.

    Leiter Giovanni, da Fiume, ferroviere; prelevato dagli slavi dal treno Trieste-S. Pietro del Carso nel 1944; scomparso.

    Lodi Augusto, n. a S. Giovanni Persiceto (BO), residente a Fiume, ferroviere; deportato dagli slavi dopo l'8-9-1943 e scomparso.

    Marinich Carlo di Giovanni, n. 26-7-1914 a Veglia, insegnante; fucilato il 20-10-1943 a Babin Potok.

    Pacher Antonio di Antonio, da Veglia; fucilato nell'ottobre 1943.

    Pajano Raffaele di Luigi, n. a Paggiardo (LE), fruttivendolo a Laurana; assassinato nel settembre-ottobre 1943.

    Peteani Maria di Antonio e di Antonia, n. 1915 a Valsantamarina; fucilata nel novembre 1943.

    Piuch Antonio, a. 36, ad Abbazia, negoziante; ucciso nel 1944.

    Piva Luigi di Luigi, a. 15, da Abbazia; assassinato nel 1944.

    Radetti Vitale detto Zivko, da Mattuglie, usciere del Commissariato civile di Castua; arrestato a Mattuglie ed ucciso a Castua nel settembre 1943.

    Ravasini Teresina, a. 80, da Fiume, residente a Momiano (Buie); deportata dai partigiani il 10-10 o il 3-10-1944, assieme alle cugine Gianolla, e scomparsa.

    Rezzi Erna, da Abbazia, uccisa tra il 1943-1945.

    Ricciato Domenico, da Mattuglie; ivi arrestato e ucciso dopo l'8-9-1943.

    Romanin Federico, di Antonio, n. 1879; deportato nel 1943-44 e tradotto a Villa del Nevoso.

    Rosic Martin, a. 33; ucciso nel 1943 nel Castuano da due partigiani che lo depredarono di ventimila lire.

    Rubini ing. Giovanni di Andrea e di Maria Malinarich, n. 1877 a Moschiena; ucciso la sera del 20-4-1945 sul pianerottolo della sua abitazione da due sicari.

    Sancovich Giovanni di Giorgio, n. 2-8-1903 a Castelnuovo d'Istria, saldatore elettrico; arrestato a Mune Grande l'1-3-1945 e ucciso.

    Scala Liberato, da Lanischie; ucciso nel 1943-45.

    Steodovich ing. Paolo di Giovanni, da Barrea; fucilato dagli slavi ad Abbazia il 24-9-1943.

    Superina ing. Albino di Andrea, n. 16-12-1889 a Fiume; vice direttore dei Cantieri Navali Adriatici; processato a Spalato nel settembre 1943 e ucciso.

    Tiribilli Giulio, n. 5-1-1896 a Firenze, capostazione di Mattuglie; arrestato il 12-9-1943 e fucilato a S. Matteo il 23-9-1943.

    Valleri Armando; ucciso verso la fine del novembre 1944 a Abbazia.

    Vassilich Aurelio di Nicolo, da Veglia; fucilato a Babin Potok il 29-10-1943.

    Volani Maria, a. 35, da Fiume; catturata nell'ottobre 1944 in una località del Carso e trucidata.

    (Continua)

  • LE VITTIME DELL'ISTRIA

    (premetto che alcuni dei nomi presenti in questa lista, potrei averli già stati citati in altra lista nell'argomento relativo alle Foibe, per quanto riguarda gli infoibati, mentre alcuni potrebbero essere già stati citati nelle liste dei deportati)..mi scuso ma non riuscirei mai ad essere più precisa, spuntando i nomi tra le liste, quindi meglio citarli due volte che neppure una)

    Istria

    Abba Giorgio di Antonio, n. 31-5-1896 a Rovigno, vigile urbano, arrestato il 16-9-1943; si presume infoibato a Vines; d.m.p.

    Agapito Caterina, da Vetta di Pinguente; scomparsa.

    Agapito Luigi di Giovanni, a. 44, agricoltore, n. a Vetta di Pinguente; scomparso.

    Angelini Angelo, n. 14-6-1913 a Capodistria; infoibato nella zona di Albona-Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Antoni Carlo di Giacomo, a. 40, da Albona, vigile urbano; annegato a S. Marina di Albona nel settembre-ottobre 1943.

    Antonini Emilio di Giovanni, n. Buie, residente a Cherso, pensionato; prelevato ed ucciso a Dresnice il 10-10-1943.

    Apollonio Giorgio di Giovanni, a. 64, n. Orsera, agricoltore; infoibato a Villa Surani nel settembre 1943.

    Aquilante Antonio di Angelo e di Francesca Simoliani, n. 5-2-1884 ad Orsera, deportato il 24-3-1944; d. m. p.

    Aquilante Mario di Francesco, a. 33, n. Orsera, operaio; ucciso nel settembre 1943.

    Aquilante Ottavio di Francesco e di Maria Filippi, n. 7-11-1912 ad Orsera; arrestato l'8-9-1943, tradotto a Pisino.

    Ardossi Amalia in Lorenzin, di Gregorio, a. 45, n. Medolino (Pola); infoibata a Terli nell'ottobre 1943; la salma fu rinvenuta con i polsi legati con il filo di ferro.

    Ardossi Giacomo di Giovanni, a. 49, da Medolino, agricoltore; infoibato a Terli il 5-10-1943; la salma fu rinvenuta il 4-11-1943.

    Ardossi Pietro, da Pola, scomparso.

    Armandi Nicolo di Maurizio, a. 35, n. Pola, impiegato, ucciso il 15-12-1943 al canale di Leme.

    Aspromonte Francesco di Andrea, n. 1898 a Ferrara, residente a Rovigno, operaio; arrestato il 16-9-1943.

    Babudri Antonio, agricoltore; arrestato nella zona di Capodistria nel 1944.

    Babudri Giuseppe, operaio della Soc. Arsa; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Bacchia Libera, n. Albona; infoibata, si presume nel 1944.

    Bacchia Riccardo di Francesco, a. 27, n. Pedena (Pisino), agricoltore; ucciso l’8-12-1943.

    Baf Stefano di Stefano, n. 1913 a Ruchi di Villa Meloni (Montona); deportato ed ucciso dagli slavi nel 1944.

    Baici Antonio di Antonio, n. Cherso, Cap. L. C., legionario dannunziano di Cherso; fucilato a Dresnice il 10-10-1943.

    Banco Basilio, n. Canfanaro; ucciso nel settembre 1943.

    Banera Giovanni, n. S. Pietro in Selve (Antignana), falegname, infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Bani Francesco di Giovanni, a. 51, n. S. Lorenzo del Pasenatico, fabbro; infoibato a Vines il 3-10-1943.

    Barbo Antonio di Candido, a. 60, n. Villanova (Parenzo), agricoltore, infoibato a Villa Surani nel settembre 1943.

    Barbo Candido di Pietro, n. 6-5-1902 a Villanova, cantoniere, infoibato a Villa Surani nel settembre 1943.

    Barbo Giuseppe di Sebastiano, a. 65, da Parenzo, farmacista; infoibato nel settembre 1943.

    Bari Giuseppe, anni 62, da Pinguente; recatesi a Nugla per l'acquisto di bestiame, tratto in inganno, fu catturato, tradotto a Zumesco (Montona), torturato e lasciato morire dissanguato.

    Barnosi Ernesto di Giovanni, a. 20, n. Rozzo; ucciso il 13-9-1943 mentre rientrava nella sua abitazione.

    Barone Bruno; scomparso.

    Barone Giovanni di Nicolo, a. 67, da Torre di Parenzo, fabbro, infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Barone Maria, n. Torre di Parenzo, infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Barone Romeo di Giovanni, a 43, n. Torre di Parenzo, meccanico, infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Bartole Antonio di Cristoforo, a. 55, n. Pirano, pensionato,infoibato a Cregli il 7-10-1943.

    Bartoli Cosimo, n. Pola (figura anche come Vartoli); scomparso.

    Bartolo Antonio, pensionato (forse si identifica con Bartole Antonio).

    Basile Nicola o Pietro, n. Capodistria; deportato il 17-10-1944.

    Basilisco Libero, n. 2-4-1921 a Capodistria; deportato il 17-10-1944.

    Basilisco Pietro di Nicolo, a. 46, n. Rovigno; ingegnere; infoibato a Torli il 5-10-1943.

    Bassanese Giordano di Giuseppe, da Monte Principe (Portole); scomparso.

    Battelli Maria - v. Cnappi Maria.

    Baxa Costantina in Grubissa di Romano e di Giuseppina Baticich Calian, n. 19-2-1911 a Fianona; prelevata dai partigiani a Fianona il 6-4-1945, lasciando a casa una figlioletta di pochi mesi; uccisa il 12-4-1945 nei pressi di Fiume.

    Bedrina Giuseppe di Giacomo, a. 50, n. Carnizza d'Arsa (Dignano), infoibato a Terli il 5-10-1943.

    Belletti Andrea-Moro di Antonio, n. Montona; assassinato nel 1944 dai partigiani mentre si recava da Pola ad Arsia per visitare il figlio. Furono uccisi anche altri due civili.

    Belletti Antonio di Pietro, a. 34, n. Abroga (Parenzo); deportato nel settembre 1943, imprigionato a Pisino.

    Belletti Gino, n. 1904 a Caldier (Montana); ucciso dagli slavi nel 1944.

    Bellini Mario, da Visinada; infoibato a Treghelizza; la salma fu ritrovata il 16-11-1943.

    Beltramini Ermanno di Francesco, n. 16-8-1880, industriale; tratto in arresto il 22-9-1943, tradotto a Pisino, infoibato.

    Bembich B... moglie di Matteo Merslich, da Zagorie (Fianona); uccisa assieme al marito dai partigiani nel 1943.

    Bembich Giovanni, detto Iddio, da Loparo (Maresego), agricoltore, deportato nel 1944.

    Bembich Rodolfo di Giuseppe, n. 1899 a Maresego; ivi catturato nel settembre 1943 e scomparso.

    Bembich Valentino; catturato nel settembre 1943 e scomparso.

    Bembo Tommaso di Antonio, a. 49, n. Rovigno, laureato, possidente; ucciso a Cimino il 22-9-1943.

    Benassi Giovanni di Francesco, a. 58, n. Cerreto (Pisino); meccanico ferroviere; infoibato a Vines il 19-9-1943.

    Benci Maria di Antonio, a. 33, n. Sanvincenti, casalinga; uccisa in una cava di bauxite nei pressi di Pisino il 19-9-1943.

    Benci Mario, n. Abrega (Parenzo); infoibato a Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Benleva Giovanni di Antonio, n. 17-3-1919 a Cittanova; rapito e deportato in Croazia nel 1944; disperso.

    Benussi Bortolo, n. Rovigno, ivi arrestato nel settembre-ottobre 1943.

    Benvenuti Piero, da Montana; ucciso dagli slavi nel 1944.

    Bergamo Giovanni di Giovanni, a. 40, n. Sanvincenti, operaio; ucciso a Pisino il 19-9-1943 e gettato in una cava di bauxite.

    Bernardis Antonio, operaio della Soc. Arsa; annegato a Santa Marina di Albona nel settembre 1943.

    Bernardis Luciano di Francesco, a. 27,dirigente minerario; annegato a Santa Marina di Albona nel settembre 1943.

    Bernardon Fortunato di Secondo e di Lucia Viezzoli, n. 1897 a Parenzo, commerciante; infoibato a Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Bernardon Mario, n. 13-5-1899 a Parenzo, fratello del precedente; commerciante; d.m.p. come avvenuta il 31-12-1943.

    Berné Francesco di Giovanni, a. 47, n. Valle d'Istria, agricoltore; scomparso.

    Bernetti Mariano, n. Isola, agricoltore, infoibato nel settembre-ottobre1943.

    Bernobi Giuseppe, n. Montana; scomparso nel 1944.

    Bernobich Liberato di Francesco, a. 35, n. Rozzo, agricoltore; ucciso il 19-11-1943.

    Bernobini Anselmo di Giovanni, a. 46, n. Castellier di Visinada, agricoltore; deportato il 22-9-1943.

    Bersan Rosa, n. Maresego, casalinga; deportata nel 1944.

    Bertolan Lino, n. Montebelluna, residente a Gin-lino, elettricista; infoibato nel

    settembre-ottobre 1943.

    Bertoli Ferruccio di Angelo, n. Padova, residente a Carnizza d'Arsa (Dignano), commerciante; infoibato a Terli il 5-10-1943.

    Biagi Mario di Antonio, da Potocchi di Portole; prelevata e ucciso dopo l'8-9-1943.

    Biagini Giacomo di Giuseppe, a. 49, n. Parenzo, impiegato; infoibato a Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Bianchi Luigi di Francesco, a. 45, dipendente Soc. Arsa; annegato a S. Marina di Albona nell'ottobre 1943.

    Biasi Giuseppe; scomparso.

    Biasi Pietro di Giacomo, a. 63, n. Draguccio (Pisino), delegato comunale, ucciso l’1-1-1944.

    Biasol Domenico, n. Dignano; scomparso.

    Bidoni Andrea; scomparso.

    Bigliach Antonio, n. Barbarla d'Istria; infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Birattari Ferruccio, n. 1927 a Dignano; prelevato dai partigiani nel 1944 e scomparso.

    Blacci Giacomo di Antonio, a. 30, residente ad Albona, impiegato; annegato a S. Marina di Albona il 15-9-1943.

    Blasi Toccacelli Enrico di Angelo, a. 29, residente ad Arsia, impiegato, infoibato a Vines il 24-9-1943.

    Bocconi Antonio, deportato verso la fine della guerra.

    Bocconi Renato, n. a Pola; deportato e ucciso.

    Bon Luigi di Pietro, a. 41, n. Parenzo, fattorino dall'I.N.T., infoibato a Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Bonassin Lorenzo, n. Dignano, infoibato settembre-ottobre 1943.

    Bondi Francesco di Giuseppe, n. 13-1-1916 a Messina; arrestato dagli slavi ad Acquaviva del Vena (Pinguente) il 4-2-1944 in seguito al deragliamento del treno provocato dai partigiani.

    Bonicelli Teresita, a. 56, professoressa di lingue del Ginnasio "Carli" di Pisino; deportata.

    Bonich Lino di Giovanni, a. 22, meccanico, residente a Draguccio, deportato il 3-10-1944.

    Bossi Francesco di Francesco, a. 37, residente a Lindaro, messo comunale; deportato nel dicembre 1943.

    Bossi Stefano, n. Isola, agricoltore; scomparso.

    Bottazzi Ghisleno di Giovanni Battista, n. 1917 a Verona, impiegato tecnico della Soc. Arsa; prelevato il 17-9-1943, infoibato a Vines.

    Bottizer Ubaldo, n. Montona, residente a Capodistria; deportato nel 1944.

    Bradich Tullio di Giuseppe, n. 1924 a Cittanova; operaio della Todt, prelevato nel 1944 e scomparso.

    Braico Giovanni di Martino, a. 43, n. Villanova (Parenzo), operaio, annegato a S. Marina di Albona il 15-9-1943.

    Bravar Maria in Bravari, da Villa Padova (Montona), residente a Caldier (Montona); ucciso da partigiani il 23-3-1944, assieme a Pietro Coriani e Celestino Milani.

    Bravuzzo Giuseppe di Giuseppe, n. Cherso, insegnante, già podestà di Cherso, ucciso a Drasnice il 10-10-1943.

    Brenco Ettore di Francesco, a. 32, n. Pisino, ivi residente; annegato a S. Marina di Albona il 15-9-1943, o nell'ottobre.

    Brez Nicolo di Giovanni, a. 40, da Monte di Capodistria, calzolaio, ivi ucciso il 20-2-1944.

    Bronzini Umberto di Antonio, a. 45, n. Parenzo; volontario irredento; perito edile; infoibato a Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Bronzini Vittorio di Antonio, a. 34, n. Parenzo, invalido civile; infoibato a Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Buccaran Gilberto, da Cherso o Lussino; scomparso.

    Bucci Guerrino di Carlo, n. 1919 a Zagorie (Fianona), fermato dai partigiani nella zona di Sumber (Albona) nel 1944 e scomparso.

    Bulian Elio Giacinto di Giuseppe, a. 41, n. S. Domenica di Albona, infoibato a Vines il 15-9-1945.

    Bulian Enrica in d'Alessandro, fu Federico; prelevata in S. Domenica di Albona e deportata.

    Bulian Maria, da S. Domenica di Albona, infoibata nel 1944 assieme alla figlia.

    Burdin Antonio di Antonio, a. 72, da Pinguente, pensionato; deportato il 24-7-1944, arrestato del tutto incolpevole; gli slavo-comunisti non fornirono mai notizie alla famiglia.

    Bussi Eugenio, da Cittanova; infoibato nel settembre 1943.

    Caia Sebastiana di Giovanni, a. 41, da Gimino, insegnante; ivi assassinata nel settembre-ottobre 1943.

    Calegari Virginio di Giuseppe, a. 62, n. Parenzo, laureato, possidente, ucciso a Villa Surani (Antignana) nel settembre 1943.

    Canapini Mario, n. Albona; ivi arrestato nel settembre 1943; scomparso.

    Canella Andrea; scomparso.

    Canistri Ferdinando, a. 34, annegato a S. Marina di Albona nell'ottobre 1943.

    Cannoni Giuseppe (già Coslovich) di Giovanni, n. Truscolo (Maresego), ufficiale postale; deportato nel 1944.

    Carboni Ada di Pietro, a. 39, n. Albona, impiegata; infoibata aVines il 9-3-1944.

    Carboni Elvino di Pietro, a. 44, n. Albona, barbiere; annegato a S. Marina di Albona il 15-9-1943.

    Carlevaris Giuseppe, n. Rovigno, ivi arrestato, scomparso.

    Carnevalis Giovanna, fu uccisa nel corso dei funerali del marito Pietro (vedi sotto), sulla porta della sua casa.

    Carnevalis Pietro da Villa di Rovigno; guardia forestale; infoibato nei pressi di Cimino nell'ottobre 1943; la salma fu recuperata.

    Carvin Antonio, figura anche come partigiano, n. a Cherso, negoziante; scomparso.

    Castro Francesco di Ettore edi Alice de Nordin di Dernazacco, n. 4-8-1910 a Parenzo, era Capitano della Sanità e prestò servizio presso l'Infermeria settoriale di Clana; infoibato nel settembre1943.

    Catelli Ferdinando di Vincenzo, a. 37, residente a Pisino, commesso giudiziario, ucciso a Castel Lupogliano il 6-12-1943.

    Cavo Giovanna in Rusgnach, da Villa Rusgnachi (Portole); prelevata dalla sua casa e scomparsa.

    Cecchi Emilia di Michele e di Eufemia Sossi, n. 20-1-1920 a Barbana di Canfanaro; ivi prelevata il 20-2-1945.

    Celli Emilio-Mirco, vedi Cellich Mirco.

    Cellich Mirco o Celli Emilio-Mirco, n. 1917 a Chersano: deportato dagli slavi e scomparso nel 1944. Secondo altra fonte risulta partigiano, scomparso combattendo a Rozzo nel 1944.

    Cendach Bruno di Michele e di Luigia Covra, n. 29-11-1925 a Verteneglio, ivi prelevato l'11-2-1945 e deportato.

    Cerna Giovanni di Matteo, a. 64, n. Lanischie, agricoltore; ucciso a Raciavaz di Lanischie l’8-9-1943.

    Cernecca Angelo di Antonio, a. 38, da Sovignacco (Pinguente), agricoltore; arrestato a Sanvincenti ed ucciso il 2-10-1943.

    Cernecca Gaetano di Giovanni, n. 1897 a Sanvincenti; dipendente della Soc. Arsa: infoibato a Vines il 15-9-1943.

    Cernecca Giuseppe di Giovanni, a. 44, n.Gimino, impiegato; fu ucciso dal capo partigiano Ivan Motika, dopo atroci torture. Venne decapitato e gli assassini presero a calci la testa dopo avergli strappato alcuni denti d'oro.

    Cernigoi Andrea di Antonio, a. 42, n. Pola, autista, ucciso a Postumia il 13-2-1944.

    Cernobori Giorgio di Michele, a. 45, da Pola, impiegato del CoProMa di Dignano; arrestato a Barbana nel settembre 1943 e ucciso per ordine del capo Ivan Collich (figura anche come Ciornobori Giorgio).

    Cescutti Celestino di Giovanni, a. 43, n. Villa di Rovigno, negoziante, ucciso il 17-9-1943; la salma fu rinvenuta in una cava di bauxite presso Villa di Rovigno.

    Cescutti Domenica di Felice, n. 16-1-1885 a Villa di Rovigno, prelevata il 26-8-1944.

    Cescutti Giovanni di Giovanni, n. 18-5-1891 a Villa di Rovigno, arrestato nella sua abitazione il 30-3-1945; l'1-5 fu visto nelle carceri di Bagnovizza (Jugoslavia).

    Cescutti Ines di Giovanni, n. 12-7-1927 a Villa di Rovigno; arrestata il 26-8-1944; nell'agosto 1945 fu vista a Belgrado, in piazza del Cavallo, mentre con altri prigionieri si recava al lavoro.

    Cherli Lino di Pietro, n. 27-7-1925 a Villa Chersici (Pola); arrestato a Monfalcone il 25-4-1945 e scomparso.

    Chermaz Francesco, da Centora Valle (Maresego), ucciso nel marzo 1944.

    Chersi Giusto di Francesco, a. 41, n. Parenzo, impiegato; infoibato a Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Chersi Mario di Francesco, a. 47, n. Parenzo, panettiere; infoibato a Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Chert Giacomo, da Gradigne (Portole); scomparso.

    Chervatin Giuseppe; scomparso.

    Chervatin Maria, n. Albona; scomparsa.

    Chiali Martino di Martino, n. 2-2-1887, n. Marzana; infoibato a Terli il 5-10-1943.

    Chiarandini Giuseppe di Giacomo, a. 42, n. Parenzo, volontario irredento, commerciante; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Chirsi Antonio di Giuseppe, n. Albona; ivi prelevato.

    Chittarrovich Lino, n. Pola, già podestà di Sanvincenti; scomparso.

    Chiurco Cesare; scomparso.

    Chmet Edoardo di Silvio e di Marina Disiot, n. 2-10-1925 a Stridone (Portole), calzolaio; arruolato nella Todt, catturato dai partigiani, il 5-3-1944 a S. Lucia di Portole e ucciso.

    Chmet Stanislao di Giovanni, n. 15-11-1914 a Stridone (Portole); prelevato dalla sua abitazione il 25-3-1944.

    Cidri o Citri Mario; dipendente della Soc. Arsa; scomparso.

    Civitico Agata, n. Dignano; ivi arrestata.

    Clana Beniamino di Beniamino, da Scropetti di Montona, ivi residente; ucciso dai partigiani nel novembre 1943.

    Clari Gregorio di Gregorio, a. 47, n. Medolino (Pola), manovale; infoibato a Terli -Orecchia il 5-10-1943.

    Clenovar Nicodemo di Cirillo, n. 14-10-1926 a Lindaro (Pisino); ivi prelevato nel 1944.

    Cleva Giovanni di Virgilio, n. 5-8-1895 a Parenzo; impiegato comunale; infoibato a Vines il 4-10-1943.

    Cnappi Maria in Battelli di Giovanni e di Caterina Dundora, ostetrica a S. Domenica di Albona; infoibata a Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Codan Bruno di Tommaso, a. 23, n. Abrega (Parenzo), impiegato della Soc. Arsa, infoibato a Vines il 15-9-1943.

    Codan Michele di Antonio, n. 1908 ad Abrega, oste, assieme al fratello Rodolfo; infoibato a Vines nella notte tra il 3/4-9-1943.

    Codan Rodolfo, a. 49, assieme al fratello Michele; commerciante; infoibato a Vines nella notte tra il 3/4-9-1943. .

    Collani Giovanni di Simone, n. 2-2-1900 a Pola, impiegato; infoibato a Cregli nell'ottobre 1943.

    Colli Filippodi Filippo, a. 20, n. Dignano, agricoltore, infoibato a Terli il 29-10-1943.

    Colli Giovanni di Giovanni, a. 39, daGallesano, bracciante; ivi ucciso il 22-5-1944 dopo essere stato accecato.

    Comar Italo di Pietro e di Luigia Segatti, n. 16-5-1912 a Portole; catturato nei pressi di Villesse (GO) il 27-9-1944.

    Comin Rodolfo di Antonio, a. 56, da Sanvincenti; ucciso il 9-9-1943 in una cava di bauxite a Gallignana.

    Conte Guglielmo di Antonio, a. 31 (o 53), residente ad Arsia, artigiano; infoibato a Vines il 15-9-1943.

    Coren Corrado di Andrea, da Bernetici (Maresego); deportato nel settembre 1943, internato a Pinguente dove l'1-10-1943 fu liberato dai tedeschi; arruolato forzatamente nel marzo 1944 dai partigiani slavocomunisti; scomparso.

    Coriani Pietro di Giovanni e di Lucia Bon, n. 14-12-1873 a Caldier; ucciso dagli slavi il 23-3-1944.

    Corlevi Stefano di Antonio, a. 38, n. Visinada, stradino, ucciso l'11-9-1943.

    Corsi Rodolfo di Giovanni, n. 11-12-1890 a Mondelebotte; deportato dagli slavi il 9-10-1943.

    Corte Guglielmo, da Arsia; scomparso.

    Corti Chert Maria, da Sovischine, uccisa il 24-12-1943 da partigiani per aver cercato di difendere il figlio.

    Corti Chert Romano che si rifiutava di arruolarsi nelle bande slave.

    Coslovich Giuseppe di Giuseppe, a. 36, detto Sbrinzolo, da Popetra, infoibato il 23-9-1943.

    Coslovich Vittoria, moglie di Giuseppe, fu deportata nel 1944, lasciando a casa cinque figli in tenera età.

    Coslovich ... di Lorenzo, da Popetra (Maresego); prelevata nel 1944 assieme al marito, del quale non si conoscono le generalità.

    Cossetto Eugenio di Giuseppe, a. 53, da S. Domenica di Visinada; infoibato a Villa Surani (Antignana) nella notte del 4/5-10-1943 assieme ad altre 26 persone.

    Cossetto Giuseppe di Giuseppe, da S. Domenica di Visinada; recatosi alla ricerca della figlia Norma, assieme a Mario Bellini (v.); catturati ed infoibati a Treghelizza di S. Domenica; le salme furono rinvenute il 16-11-1943.

    Cossetto Norma, a. 24, figlia di Giuseppe, studentessa universitaria; duramente seviziata, fu infoibata a Villa Surani il 4/5-10-1943.

    Cotterle Luigi, istriano; deportato dagli slavi 1943-45.

    Cotterle Luigi; scomparso.

    Cova Umberto, n. S. Pancrazio;agricoltore, ivi ucciso nel 1944.

    Covacci Giuseppe, da Morari di S. Pancrazio; agricoltore, ivi ucciso nel 1944.

    Cozich Giovanna in Bullian, n. Albona; scomparso.

    Cragno Leone di Antonio, a. 34, da Parenzo, insegnante; infoibato.

    Cramer Giordano di Stefano, n. 1921 a Mocibobi (Montona), assieme al padre Cramer Stefano. Scomparso.

    Cramer Stefano di Antonio; assieme al figlio Cramer Giordano. Scomparso.

    Cramerstetter Giovanni, n. 31-3-1913 a Castelvenere (Pirano); scomparso il 20-11-1943; d.m.p.

    Crasci Sebastiano di Luigi, a. 40, residente ad Arsia, guardia giurata; scomparso.

    Cremeni Stefano di Antonio, n. 1922 a Cherso, agricoltore; arrestato nella sua abitazione il 15-10-1943 e scomparso.

    Crevatin Giovanni di Martino, a. 35, da Pola; arrestato e deportato il 13-10-1944.

    Crevatin Vittoria, in Vigini, nel marzo 1944 deportata e fatta sparire da Oscurus (Momiano).

    Croatta Gioconda, da Grisignana, sarta; scomparsa.

    Crosilla Armido di Giacomo, a. 38, da Sanvincenti, agricoltore ucciso il 19-9-1943 in una cava di bauxite nei pressi di Gallignana.

    Crosilla Giuseppe di Giacomo, a. 46, da Sanvincenti; disperso il 17-3-1944.

    Crulci Ernesto di Giovanni, a. 38, da Dignano, agricoltore; ucciso a Fasana il 5-10-1943.

    Culot Oliviero, friulano, residente a Parenzo, meccanico; ucciso in località Porte Porton.

    (continua)

  • (continua)

    Dalla Via Antonio di Pietro, n. 1902 a Cittanova, legionario fiumano; Medaglia d'Argento al V.M. sul fronte russo nel 1942; ucciso il 20-11-1944 nella sua abitazione a Trieste.

    D'Ambrosio Antonio di Domenico, a. 39, residente ad Arsia, minatore; arrestato il 15-9-1943.

    Damiani Giovanni, deportato il 13-2-1944.

    Damiani Giuseppe di Andrea, n. 10-10-1910 a Dignano, commerciante; infoibato il 5-10-1943.

    Damiani Martino; scomparso.

    Dapas Carlo di Giovanni, a. 39, n. Orsera; agricoltore; ucciso il 22-12-1943.

    Dapiran Vittorio, n. Rovigno; scomparso.

    Daricchio Gregorio; scomparso.

    D'Asta Giuseppe di Paquale, a. 50, n. Albona; scomparso.

    De Angelini Cristoforo di Angelo e di Caterina Benussi, n. 29-5-1903; a Rovigno, operaio, ucciso nei pressi di Pisino alla fine del settembre 1943.

    Decaneva Giovan Battista di Davide, a. 37, Guardia forestrale a Parenzo infoibato a Villa Surani; la salma è stata recuperata nel dicembre 1943.

    Decastello Gaetano di Gaetano, a. 57, da Visignano, residente a Parenzo; commerciante; infoibato subito; dopo l’8-9-1943.

    Declich Renato di Giovanni, a. 41, da Visinada, residente a Torre di Parenzo, commerciante; infoibato nel settembre 1943.

    Decomelli Giovanni di Antonio, n. 1897, operaio della Soc. a Arsa.; annegato a S. Marina di Albona.

    De Franza Adele di Antonio (di Matteo), n. Brioni; fatta scomparire, mentre da Trieste si recava a casa per trascorrere la Pasqua del 1945.

    de Gregori Alfonso di Luigi, a. 45, da Albona, meccanico; annegato a S. Marina di Albona il 15-9-1943.

    Del Bianco Antonio di Carlo, n. Carnizza d'Arsa (Dignano), scalpellino; infoibato a Terli nell'ottobre 1943, come il fratello.

    Del Bianco Guido, a. 47, pure scalpellino.

    Del Giusto Luigi, residente a Sicciole; deportato il 6-6-1944.

    Della Picca Giovanna di Antonio, a. 43, da Parenzo, bidella della locale palestra; infoibata a Vines nel settembre 1943, assieme alla sorella Della Picca Teresa.

    Della Picca Teresa in Paoletti, a. 49, da Parenzo, infoibata a Vines nel settembre 1943, assieme alla sorella Della Picca Giovanna.

    Delli Amedeo di Pietro, a. 44, da Arsia, cameriere; infoibato a Vines il 15-9-1943.

    Deltreppo Antonio, da Albona, barbiere; ucciso il 9-2-1945 per la strada ad Albona, mentre suo figlio rimaneva ferito.

    de Manzolini Armando di Teodoro, n. 8-3-1903 a Parenzo; già milite della XI° Legione Ma.Ca.; infoibato il 23-9-1943.

    Demori Giovanni, deportato da Gallesano il 2-7-1944.

    Dencin Maria, da Sanvincenti; casalinga; scomparsa.

    Depase Domenico di Pietro, a. 48, n. Parenzo, pescatore; infoibato nel settembre 1943 a Vines.

    Depiera Romano, a. 50, podestà di Antignana; arrestato e torturato sino a morirne.

    Deponte Maria, n. Capodistria; uccisa alla fine del 1943.

    De Prato Giovanni di Antonio, n. 7-4-1886, n. Marzana, oste; infoibato a Terli il 29-10-1943.

    De Rossi Vittorio, a. 38, n. Chersano; deportato nel 1944; da altra fonte risulta essere stato partigiano; scomparso.

    Desomai Giovanni, operaio della Soc. Arsa; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Destallis Vittorio di Giovanni, a. 64, n. Villanova di Parenzo, agricoltore; infoibato a Villa Surani nel settembre1943.

    De Toffi Armando, da Pola; ucciso assieme al padre il 16-3-1944.

    De Toffi Pietro di Pasquale, a. 42, da Pola, guardiano; scomparso.

    de Tonetti Albino di Emanuele e di Teresa, n. 14-4-1889 a Fianona, insegnante, già Commissario prefettizio del Comune; arrestato nella sua abitazione il 2-4-1945 e ucciso il 5-4-1945.

    de Vergottini Antonio di Tommaso, a. 39, n. Parenzo, possidente; infoibato a Vines dopo l'8-9-1943.

    de Vergottini Nicolò di Giuseppe, a. 43, n. Parenzo, possidente; infoibato a Vines dopo l'8-9-1943.

    Devescovi Domenico di Luigi, a. 43, n. Rovigno, operaio della Soc. Arsa; annegato nel mare di S. Marina di Albona nell'ottobre 1943 (viene dato anche come infoibato a Vines).

    Dighin o Pighin Umberto, da Buie, nel settembre-ottobre 1943; ucciso.

    Di Prisco Dante di Andrea, a. 40, n. Sanvincenti, agricoltore; ucciso in una cava di bauxite a Gallignana il 19-9-1943.

    Diserchi Vinicio, n. Ferrara, residente a Dignano; infoibato nell'ottobre 1943.

    Diviacco Giacomo di Stefano, n. 6-5-1926 a Villa Doviacchi (Montona); deportato nel 1944.

    Dobbiani Antonio di Giovanni, a. 41, da Valle d'Istria, cantoniere; ucciso il 14-9-1943.

    Doboi Luigi, da S. Lorenzo del Pasenatico; ivi prelevato nel 1944.

    Dobrigna Ernesto di Giuseppe e di Orsola, n. 27-41905 a Loparo (Maresego); ivi arrestato il 21-9-1943, infoibato nei pressi di Luppogliano.

    Dobrigna Saulomdi Giuseppe, da Sabadsini (Maresego); ucciso nel marzo-aprile 1944

    Dobrilla Aldo, da Capodistria; ucciso a Lubiana nel 1944.

    Dolvi Luciano di Luigi, n. Albona; ivi arrestato nel settebbre 1943, assieme al padre; scomparso.

    Dolvi Luigi; Albona; ivi arrestato nel settebbre 1943, assieme al figlio Luciano; scomparso.

    Domeniconi Vincenzo di Sante, a 51, n. Roccafredda, residente a Parenzo, bidello; infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Dorlicuzzo Antonio di Pietro, n 1878 a Dignano, agricoltore; prelevato nella sua campagna di Valle Negrè (Dignano) il 29-1-1944.

    Dotti-Dobrich Donato di Francesco, n. 1984 a Fianona volontario irredento, segretario comunale di Mattuglie; ivi arrestato.

    Dovia Oda o Ada - v. Carboni Oda o Ada.

    Draghicchio Silvio di Sebastiano, a. 46, da Parenzo, impiegato; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Drandi Carlo, da Pola; deportato il 3-2-1945.

    Eriberti Fanny-Francesca di Ignazio e di Apollonia, n. 1891 a Vines, residente a a Villa d'Icici (Abbazia); uccisa nella notte del Natale 1943, affacciata alla finestra della sua casa; gli slavi volevano prelevare il fratello Guido.

    Fabretto Enrico di Vittorio, a. 45, da Arsia, fabbro; dato per disperso il 15-9-1943.

    Facchinetti Giuseppe, n. Visinada; commerciante; infoibato.

    Falich Piero, a. 50, n. Fianona; infoibato nel 1943.

    Faragnin Annunziata, da Albona; la salma fu recuperata nell'ottobre 1945.

    Fattorini..., n. 1907, residente a Vetta, ex carabiniere; ucciso nel settembre-ottobre 1943.

    Fedele Ortensia in Zamarin, da Grisignana; uccisa nei pressi di Sterna all'inizio del 1945.

    Federici Alvise di Giovanni, n. 17-10-1875 a Castagna di Grisignana; deportato il 2-4-1944.

    Felente Antonio, da Cherso; ucciso nel settembre-ottobre 1943.

    Ferlin Antonio di Antonio, a. 41, n. Gimino, residente a Canfanaro; dato per disperso il 22-10-1943.

    Ferlin Giovanni, n. Gimino; dato per disperso il 22-10-1943.

    Ferlin Rosaria di Michele, a. 24, residente a Sanvincenti, impiegata; uccisa il 4-3-1944.

    Ferrarini Antonio di Antonio, a. 48; residente a S. Domenica di Visinada; agricoltore; infoibato a Villa Surani il 2-10-1943.

    Fielur Maria, da Isola; infoibata nel settembre 1943.

    Filiacci Italo di Bernardo, a. 49, da Gimino, negoziante; ivi ucciso il 9-9-1943.

    Filipas Giuseppe di Fianona, marittimo pensionato; aveva preso parte nel 1908 alle operazioni di soccorso a Messina; prelevato dai partigiani dopo l'8-9-1943 e ucciso a Valdarsa.

    Filippetti..., da Rovigno; ucciso nel marzo 1945 davanti alla fabbrica Ampelea di Rovigno.

    Flaminio Antonio, n. Montona; assassinato il 15-3-1945 all'ingresso della sua abitazione a Trieste da elementi partigiani.

    Fonovi Giuseppe di Matteo, da Fianona-Zagorie; fermato dai partigiani nella zona di Sumber nel 1944 e scomparso.

    Fonovich Edo-Edoardo di Matteo e di Anna Sergovich, n. 14-4-1926 a Chersano; deportato nel febbraio 1944; figura anche come deceduto combattendo contro i tedeschi nel 1944 sul Monte Maggiore.

    Fonovich Romildo di Martino, n. 15-1-1926 a Chersano; risulta internato in Germania e deceduto il 28-3-1944.

    Forenzan Amalia, da Medolino; ivi prelevata nel settembre 1943.

    ForlinAntonio.residenteaCanfanaro; ucciso nelsettembre 1943.

    Forlin Giuseppe, residente a Gimino, impiegato; ucciso nel settembre 1943.

    Fortunato Massimo; scomparso.

    Frandoli Antonio, da Pisino; scomparso.

    Frida Edi; scomparso.

    Galante Pietro di Pietro e di Maria Sabaz, n. 29-4-1893 a Visinada, agricoltore; catturato il 22-9-1943.

    Galli Benedetto di Domenico, a. 42, a Parenzo, falegname; scomparso.

    Gallo Antonio, n. Gimino, fabbro; scomparso nel settembre 1943.

    Gallo Vittorio, n. Gimino, pure fabbro, scomparso nel settembre 1943.

    Garbin Giovanni di Biagio, a. 40, n. Lisignano (Pola), manovale, dipendente della ditta Mazzola; infoibato a Terli il 5-10-1943.

    Gardina Albino di Pietro, n. 4-10-1925 a Cittanova; ivi prelevato nel 1944.

    Gasparini Giovanni di Giuseppe, a. 47, n. Pisino, cameriere del Convitto "F. Filzi"; ucciso a pugnalate il 12-9-1943 nei pressi della locale stazione ferroviaria; fratello di Gasparini Umberto.

    Gasparini Umberto, n. 1899, impiegato comunale, volontario irredento; ucciso in pieno giorno, in una via di Pisino, il 15-9-1943; fratello di Gasparini Giovanni.

    Gelleni Tommaso di Simone, n. 1903 a Canfanaro, residente a Gimino, macellaio, ucciso nel settembre 1943.

    Germani Antonio di Giuseppe, n. 7-2-1905 a Monte di Capodistria; ex carabiniere; arrestato nella sua abitazione il 23-4-1944, infoibato in località Cozic.

    Geroni Luigi di Giovanni, a. 42, da Pisino, messo comunale; infoibato nel settembre 1943.

    Gherbaz Giovanni di Giacomo, n. 1913 a Lanischie, arruolato a forza dai partigiani il 15-3-1944, dopo due giorni riuscì a disertare ed a far ritorno a casa; fu ripreso e davanti alla madre, alla moglie ed alla figlioletta, legato ai polsi con il filo di ferro fu portato via; scomparso.

    Gherbetti Lino di Massimiliano, a. 39, n. Trieste, residente a Pisino, impiegato; ucciso a Gallignana nel settembre 1943.

    Ghersetti Egidio di Egidio, a. 31, da Pisino, ramaio; prelevato il 18-4-1944.

    Ghersi Giusto, operaio della Soc. Arsa; annegato a S. Marina di Albona nel settembre 1943.

    Ghersi Mario di Andrea, n. 1889 a Sanvincenti; dipendente della stessa società; infoibato a Vines il 15-9-1943.

    Ghersini Carlo di Francesco, a. 28, da Rozzo, agricoltore; prelevato il 15-9-1943.

    Giacca Arturo, da Montana; artigiano; ucciso dagli slavi nel 1944.

    Giacovani Giuseppe, guardacaccia prelevato e ucciso il 31-5-1944 a Oscurus (Momiano); era ammalato di pleurite.

    Gianolla Aldo, n. 20-11-1900 a Momiano, marito di Gioconda Gottardis, già delegato comunale di Momiano, catturato il 31-1-1944, torturato ed ucciso nei pressi di Cervari.

    Gianolla Alice di Bortolo.n. a Momiano, catturata dai partigiani a Momiano la notte del 10-10-1944 (o del 3-10), assieme alle congiunte Clementina Gottardis in Gianolla, Gioconda Gottardis in Gianolla e Teresina Ravasini, e tutte fatte sparire. Dall'eccidio si salvò soltanto la figlia minore di Aldo e Gioconda. Graziella, deportata ma ritrovata successivamente, per puro caso, dai superstiti della famiglia.

    Gianolla Aureliano di Giacomo e di Clementina Gottardis, n. 10-12-1899 a Momiano (Buie), ingegnere; ucciso dai partigiani il 31-1-1944. Nella stessa notte furono catturati e deportati: Gianolla Giacomo e Aldo.

    Gianolla Clementina, v. Gottardis Clementina.

    Gianolla Giacomo, n. 5-3-1874 a Momiano, marito di Clementina Gottardis, pensionato dei Magazzini Generali di Trieste, podestà di Buie; portato a Toppolo ed a Gradena, fu con gli altri torturato e poi assassinato nei pressi di Cervari.

    Gianolla Gioconda, v. Gottardis Gioconda.

    Giordano Francesco, da S. Giustina di Belluno, residente a Dignano; infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Giordano Giuseppe, deportato da Medolino il 3-4-1945.

    Giorgetti Giovanni, da Dignano, infoibato nel settembre 1943.

    Giorgi Giuseppe (detto Blas), n. 1901 prelevato il 1°-4-1944 nella sua casa di Baznie (Marussi di Momiano) portato a Reperaz, massacrato e gettato in un fosso il 3-4-1944. Il colpo di grazia gli fu inferto da un giovane di 16 anni che poi emigrò in Canada come esule.

    Girardelli Erminio di Zefirino, a. 59, da Lanischie, maestro; infoibato nel 1943.

    Girotti Umberto, da Ftovigno; scomparso nel marzo 1944.

    Giurici Giovanni, da Arsia; prelevato nel settembre 1943.

    Gobbo Giuseppe di Valerio e Giustina, n. 1898, da Fianona, messo comunale; prelevato il 29-1-1944.

    Gobetti Luigi di Antonio, n. 7-12-1926 a Fasana; deportato il 4-8-1944.

    Gonan Elvira, n. 27-9-1924, da Marzana; deportata dai partigiani il 4-10-1944.

    Gonan Pietro di Francesco, n. 28-7-1891 a Marzana, oste; infoibato a Terli il 10-12-1943.

    Gonan Severino, n. 15-2-1900 aMarzana, carbonaio; infoibato a Terli il 29-10-1943.

    Gonan Veronica in Marcuzzi, n. 13-2-1889 a Marzana; deportata dai partigiani il 4-10-1944.

    Gorlato Francesco, elettricista della Soc. Arsa; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Gottardis Clementina in Gianolla, n. 3-10-1878, moglie di Giacomo; deportata da Momiano (Buie) dai partigiani il 10-10-1944 (o il 3-10) e scomparsa.

    Gottardis Gioconda in Gianolla, n. 7-7-1904, moglie di Aldo; deportata da Momiano Buie e scomparsa.

    Grammaticopulo Francesco di Sebastiano, a. 53, da Orsera, commerciante; ivi ucciso in casa il 3-4-1944.

    Grassoni Guido di Giovanni Battista, a. 50, residente ad Arsia, minatore; annegato a S. Marina di Albona nell'ottobre 1943.

    Grebio Giuseppe di Matteo, a. 31, da Rozzo, casellante ferroviario; ucciso il 12-9-1943.

    Grego Carlo di Giovanni, a. 41, da Parenzo, impiegato; infoibato nel settembre 1943.

    Grison Michele di Giovanni, a. 52, da Monte di Capodistria, agricoltore; prelevato il 20-2-1944.

    Grossi..., da Visinada, commerciante, assieme alla moglie

    Grossi Amelia, da Pinguente; infoibati dopo l’8-9-1943.

    Grubissa Costantina - v. Baxa Costantina.

    Gueli Giovanni di Giuseppe, a. 53, da Parenzo, maestro; infoibato a Villa Surani nel settembre 1943.

    Gulin Marco di Giovanni e di Idria Abram, n. 25-4-1928 ad Umago; scomparso il 25-9-1943; d.m.p.

    (continua)

  • (continua)

    Iurincich Giovanni di Giovanni, a. 41, da Boste (Maresego), agricoltore; infoibato nei pressi di Lupogliano il 23-9-1943.

    Iurincich Giuseppe, da Boste, agricoltore; prelevato nella sua abitazione nel 1944.

    Iurincich Nazario di Giuseppe, a. 38, da Boste, agricoltore; infoibato nei pressi di Lupogliano il 23-9-1943.

    Jacchin Mario; scomparso.

    Jagodich Giovanni, istriano (Dobroviza); ucciso a coltellate dagli slavi il 2-10-1943.

    Juricich ..., da Albona, prelevata dopo l'8-9-1943.

    Juricich Giuseppina; prelevata dopo l'8-9-1943.

    Juricich Maria; prelevata dopo l'8-9-1943.

    Lanco Oliviero, da Rozzo, scomparso.

    Lantieri Francesco, residente ad Albona, operaio; infoibato nell'ottobre 1943.

    Lazzari Aldo di Luca, da Medolino; infoibato a Terli nell'ottobre 1943 assieme al padre

    Lazzari Giovanni, da Chersano (Fianona), operaio-agricoltore; ucciso dai partigiani nel 1943 davanti alla sua casa.

    Lazzari Giuseppe, a. 21, da Chersano Fianona; prelevato dai partigiani e infoibato.

    Lazzari Luca, a.40; da Medolino infoibato a Terli nell'ottobre 1943 assieme al figlio Aldo.

    Lazzari Maria, da Chersano, Fianona; uccisa dai partigiani davanti la propria casa nel 1943.

    Lazzari Rosina-Rosetta, a. 19; da Chersano prelevata dai partigiani assieme al fratello Giuseppe e infoibata.

    Lazzini Renata di Benedetto e di Mercedes Sablich, n. 4-7-1911 a Cherso, insegnante; scomparsa il 30-7-1944 mentre, in bicicletta, si recava da Gorizia a Sistiana.

    Legnani Andrea, n. Dignano, commerciante; scomparso.

    Legotte Giovanni, da Rovigno, scomparso.

    Leona Dario, n. 10-4-1924 a Pisino, studente; fu lapidato nel settembre 1943.

    Leoni Leonida, n. Cosliaco (Albona); infoibato nel settembre 1943.

    Leva-Levach Vittorio, da Villa Lavacchi di Montona; prelevato ed ucciso a Poie nel giugno 1944.

    Li Donni Arrigo, residente a Pola, insegnante di educazione fisica; scomparso.

    Linzi Giovanni di Antonio, n. 12-5-1895 a Pola, residente a Dignano; medico veterinario; morto il 19-3-1945 mentre veniva tradotto da Dignano a Roveria.

    Lizzul Giovanni, n. Sumberesi (Albona), residente a Pisino; ucciso nel settembre 1943.

    Longhi Davide di Marcello, a. 47; annegato a S. Marina di Albona nell'ottobre 1943.

    Lorenzin Francesco, n. Medolino; infoibato a Terli nel settembre 1943.

    Lucassi Giuseppe, da Marzana; deportato dai partigiani nel1944 e scomparso.

    Lurcich Antonio, da Buie, ucciso dopo l'8-9-1943.

    Machin Giusto di Cristoforo e di Maria Sartoretto, n. 6-1-1898 a Torre (Parenzo), commerciante; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Macillis Giacomo, n. Albona, impiegato comunale; ucciso a Villa del Nevoso nell'ottobre 1943.

    Macillis Silvio di Giacomo, n. Albona, ragioniere, residente a Zara; ucciso forse a Fontana del Conte (Fiume).

    Macrì Francesco di Andrea, a. 37, residente ad Albona, meccanico; annegato a S. Marina di Albona tra il 15-9 e l'ottobre 1943, assieme ai fratelli, forse però scomparsi nella foiba di Vines.

    Macrì Giuseppe, a. 39; scomparso.

    Macrì Michelangelo, impiegati della Soc. Arsa; scomparso.

    Maltese Salvatore, n. Catanzaro, residente a Rovigno; scomparso.

    Malusà Pietro; scomparso.

    Malusà Vito, n. Dignano, muratore; scomparso.

    Mandussi Giorgio, n. il 27-10-1910 a Carnizza (Dignano); ucciso il 6-10-1943 mentre era alla ricerca del cognato scomparso, figura anche come partigiano.

    Mandussi Negri Bianca, n. Carnizza; uccisa assieme a tutta la famiglia nel settembre-ottobre 1943.

    Marano Vincenzo di Giuseppe, a. 30, n. Acireale, residente ad Albona, infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Marchesi Giovanni, n. Pinguente; scomparso.

    Marchesich Antonia di Matteo, in Pikiz, n. 1913 a Pinguente, residente a Trieste; recatasi l’1-8-1944 in Istria per visitare i suoi parenti, fu prelevata e scomparve.

    Marchesich Luigi, n.Castellier di Visinada, agricoltore; scomparso.

    Marciaz Attilio, a. 47, n. Pedena, deportato nel 1944.

    Marciaz Ettore, a. 50, da Pedena, deportato nel 1944.

    Marcolin Antonio di Michele, a. 20, n. Sanvincenti, agricoltore; ucciso nella cava di bauxite nei pressi di Gallignana il 19-9-1944.

    Marcolin Mario di Antonio, n. Sanvincenti; scomparso.

    Marcovaz Antonio di Antonio, n. 5-1-1915 a Castelvenere; deportato il 4-11-1944.

    Marcuzzi Veronica - v. Gonan Veronica.

    Marelli Giuseppe di Giuseppe, n. 1904 a Novacco (Montona), ucciso nel 1944 assieme al nipote Marelli Giuseppe.

    Marelli Giuseppe, n. 1928, da Novacco (Montona), ucciso nel 1944 assieme allo zio Marelli Giuseppe di Giuseppe.

    Maressi Andrea di Pietro, n. 28-10-1904 a Rovigno; scomparso il 30-9-1943; d.m.p.

    Marinich Giovanni, a. 55, n. Chersano; infoibato nel 1944.

    Marinzulich Maurizio, ucciso dai partigiani a Neresine.

    Martini Francesco, n. Pinguente; scomparso.

    Martini Giovanni, da Barbana, operaio; infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Martini Romeo di Giacomo, a. 41, commerciante; infoibato a Vines il 5-10-1943.

    Marzini Attilio, a. 46, n. Pedona, negoziante; fu ucciso per ordine del capo partigiano Ivan Motika; gli furono tagliati i genitali e strappati gli occhi; la salma fu riesumata da una cava di bauxite nei pressi di Villa Bassotti. La stessa sorte toccò a Marzini Ettore.

    Marzini Ettore, a. 48, pure da Pedena, possidente; fu ucciso per ordine del capo partigiano Ivan Motika; gli furono tagliati i genitali e strappati gli occhi; la salma fu riesumata da una cava di bauxite nei pressi di Villa Bassotti. La stessa sorte che toccò a Marzini Attilio.

    Mattassovi Liberato di Martino, a. 45, n. Abrega (Parenzo); infoibato a Vines nell'ottobre 1943.

    Matticchio Giovanni di Nicola, n. 22-2-1904 a Pola; deportato dalla zona di Parenzo il 28-9-1944.

    Matticchio Paolo, n. 23-4-1920, deportato da Gallesano il 28-8-1944 (un Maticchio Paolo figura caduto il 30-11-1944 sul fronte italiano, partigiano).

    Mattini Francesco, n. 18-2-1895 a Pinguente, residente a Visinada; infoibato il 17-9-1943 a Semez (Rozzo).

    Mattocanza Olivo, a. 35; residente a Canfanaro, messo comunale; infoibato nel settembre 1943.

    Mattossevich Libero di Martino, a. 44, da S. Lorenzo del Pasenatico; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Mattossevich Martino, n. Orsera; agricoltore; infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Maurovich Albina, n. 1919, da Valdarsa; domestica presso una famiglia austriaca di Abbazia; trovata in possesso, dai partigiani, di una foto del figlio dei suoi datori di lavoro, in divisa tedesca; fu fermata, tradotta al Gorski Kotar, torturata, violentata e uccisa.

    Mazzaroli Onorato di Carlo e di Maria Del Fabbro, n. 16-9-1904 a Pinguente, ingegnere; invitato ad un incontro con esponenti slavo-comunisti per discutere della collaborazione italo-jugoslava, il 10-8-1944 fu catturato e fatto scomparire.

    Mazzoni Martino di Giovanni, a. 43, n. Sanvincenti; catturato il 4-3-1944; scomparso.

    Medelin Giorgio di Francesco, n. Medolino; infoibato a Villa Surani nel settembre 1943, come Medelin Giovanni.

    Medelin Giovanni, n. Orsera; infoibato a Villa Surani nel settembre 1943, come Medelin Giorgio.

    Mendossi Giorgio, n. Dignano; motorista; infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Mengaziol Michele di Domenico, a. 51, residente a Parenzo, guardiano; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Merslich B....

    Merslich Matteo, n. 1913 a Zagorie (Fianona); ucciso dai partigiani nel 1943 assieme alla moglie.

    Miani Giuseppe, n. Piemonte di Grisignana; prelevato a Grisignana nel 1944.

    Micoli Giuseppina di Fortunato, in Abbà, n. 25-10-1895 a Rozzo; prelevata a Rovigno tra il 12/13-2-1945 assieme alla figlia Alice; si suppone infoibata a Mocodouro.

    Miculian Giovanni, n. Rovigno; deportato nel settembre 1943.

    Milani Celestino, n. 15-3-1900 a Caldier (Montona), agricoltore; deportato il 23-3-1944.

    Millevoi Pietro, n. 28-8-1897 a Albona, avvocato; infoibato a Gallignana nel settembre-ottobre 1943.

    Milli Gregorio di Gregorio, n. 9-5-1904 a Gimino; sarto; infoibato il 20-9-1943.

    Mitton Antonio, n. Valle d'Istria, assistente; infoibato nel settembre 1943.

    Mitton Erminio, negoziante; infoibato nel settembre 1943.

    Mitton Remigio o Remildo di Antonio; infoibato nel settembre 1943.

    Mizzan Giuseppe, n. Pisino; infoibato nel settembre 1943.

    Mocibob Matteo di Giovanni, n. 1919 a Mocibobi (Montona); ucciso dai partigiani dopo l'8-9-1943.

    Mohorovich ..., prelevato nella zona di Albona nel settembre1943.

    Momi Antonio di Matteo e di Nina Stranich, a. 35, n. a Villa Stranici Villanova (Parenzo), agricoltore; deportato nel settembre 1943.

    Momi Vittorio, n. 1907 a Villanova: deportato da Verbana (Pola) nel 1944.

    Monfalcon Valerio, n. 1902 a Parenzo, volontario irredento: arrestato nella metà del settembre 1943, la sua salma fu rinvenuta nella foiba diCregli il 18-12-1943.

    Montante Giuseppe di Andrea, n. Serradifalco, residente ad Albona; dipendente della Soc. Arsa; infoibato a Vines nell'ottobre 1943.

    Montante Pietro, n. Serradifalco; pure residente ad Albona; infoibato nello stesso periodo in località Rupofredda di Tarnova.

    Montella Nicola di Gabriele, n. 1887 a Manfredonia, impiega to tecnico della Soc. Arsa; infoibato a Vines nel settembre 1943 (figura anche come Giuseppe).

    Monti Antonio di Eugenio, a. 42, n. Sanvincenti, macchinista; ucciso a Gallignana il 2-10-1943.

    Monti Camillo, a. 65, da Pedena, battirame; ucciso dagli slavi nel gennaio 1944 nella valle di Pedena.

    Monti Cesare di Antonio, a. 60, n. Sanvincenti, ricevitore postale, residente a Albona; annegato a S. Marina di Albona nell'ottobre 1943.

    Monti Cesare di Camillo, n. Pisino, calzolaio; infoibato a Vines nel settembre 1943, come Montonesi Giovanni.

    Montonesi Giovanni di Antonio, a. 51, n. S. Lorenzo del Pasenatico, falegname infoibato a Vines nel settembre 1943, come Monti Cesare.

    Moscarda Lorenzo, fabbro presso la Soc. Arsa; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Moscardin Giovanna di Domenico, a. 31, n. Sanvincenti, ostetrica; deportata il 4-3-1944 e assassinata(figura anche come Maria).

    Moscatelli Glauca deportata nel settembre-ottobre 1943.

    Moscatelli Vittoria, deportata nel settembre-ottobre 1943.

    Mucillo Salvatore; scomparso.

    Mura Pietro di Francesco, n. 1897 a Macomer, residente ad Albona, ex carabiniere, dirigente del servizio delle guardie giurate della Soc. Arsa; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    (continua)

  • (continua)

    Naghel Glauco, residente a Pola; deportato il 31-8-1943.

    Nagliatetto (!) Vittorio, infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Natoli Antonio, n. Messina, residente a Pisino; scomparso nel settembre-ottobre 1943, come

    Navaretto Pietro, n. Villa di Rovigno, assieme a Navaretto Vittorio.

    Navaretto Vittorio, da Villa di Rovigno, agricoltore assieme a Navaretto Pietro.

    Neffat Marco, a. 54, n. Parenzo, capo dei Vigili Urbani di Pisino; infoibato nel settembre 1943.

    Neffat Renato, da Torre di Parenzo, scomparso nello stesso periodo, infoibato nel settembre 1943.

    Nemich Antonio, n. Parenzo, infoibato nel settembre 1943.

    Nessio Giovanni, n. S. Lorenzo del Pasenatico infoibato nel settembre 1943.

    Novel Lazzaro, deportato da Pola il 26-3-1944.

    Oliaro Giovanni, da S. Stefano (Portole); guardiano dell'Acquedotto Istriano; ucciso dagli slavi dopo l'8-9-1943.

    Olmeda Antonio, a. 58, n. Marignano, Capostazione di Pisino; ucciso il 12-9-1943 per essersi rifiutato di mancare al suo dovere.

    Ongaro Federico, addetto all'officina saldatori della Soc. Arsa; scomparso per mano slava da Pozzo Littorio 1943-45.

    Opassi Francesco di Francesco, n. 1907aAntignana, impiegato tecnico della Soc. Arsa; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Opassi Pietro, avvocato; infoibato nel settembre 1943.

    Orliani Maria da Antignana, ufficiale postale; arrestata dopo l'8-9-1943; si tagliò i polsi per non essere violentata; fu massacrata.

    Ottimo Giorgio, deportato il 18-8-1943.

    Ovatti Danilo, residente a Gimino, impiegato; infoibato nel settembre 1943, come Pacello Paolo e Padovan Lino.

    Pacello Paolo, resiedente a Albona, stradino, infoibato nel settembre 1943 come Padovan Lino e Ovatti Danilo.

    Padovan Lino, operaio, istriano; ucciso dagli slavi nel 1943 come Ovatti Danilo e Pacello Paolo.

    Pagliaga Giovanni di Giovanni o di Antonio, n. Rovigno, segretario comunale a Gimino; infoibato nel settembre 1943.

    Palegano Donato, deportato da Pinguente il 4-2-1944.

    Paliaga Gregorio, da Rovigno, operaio; infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Paliuc Giovanni, da Montreo (Montana) ed il fratello Paliuc Simone, gettati vivi nella foiba di Villa Surani nel dicembre 1943.

    Paliuc Simone, da Montreo (Montana) ed il fratello Paliuc Giovanni gettati vivi nella foiba di Villa Surani nel dicembre 1943.

    Pancrazi Anna di Giorgio, n. 19-2-1911 a Canfanaro; arrestata nel marzo 1945.

    Pancrazi Vittorio, n. Villa di Rovigno, agricoltore; ucciso in una cava di bauxite nei pressi di Villa di Rovigno nel settembre 1943.

    Paniero Cesare di Pietro, residente ad Albona; geometra della Soc. Arsa; annegato a S. Marina di Albona nell'ottobre 1943.

    Paoletti Aldo, deportato il 4-8-1944.

    Paoletti Antonio, da Parenzo, commerciante; infoibato dagli slavi a Vines nel settembre-ottobre 1943 assieme alla moglie ed alla cognata Giuseppina Della Pica.

    Paoletti Luigia, da Rozzo, uccisa 1943-45; il suo corpo non fu mai ritrovato.

    Paoletti Teresa - v. Della Pica Teresa.

    Paolettich Stefania, da Sottolarupe (Pinguente); uccisa 1943-45 a coltellate; il suo corpo fu gettato in un letamaio.

    Paoli Giacomo di Carlo, n. 1913 fabbro a Villanova di Parenzo; infoibato a Villa

    Surani nel settembre 1943, come il fratello Giuseppe.

    Paoli Giuseppe, a. 44, pure lui fabbro Villanova di Parenzo; infoibato a Villa

    Surani nel settembre 1943, come il fratello Giacomo.

    Paris Giovanni, da Clavar (Fianona), operaio ad Arsia; prelevato assieme alla moglie Maria Zanchetti ed ucciso (vedi).

    Paris Maria, da Clavar (Fianona), prelevato assieme al marito e uccisa - v. Zanchetti Maria.

    Parisi Giuseppe, a. 44, n. Messina, residente a Pisino, funzionario; infoibato nel settembre-ottobre 1943 (è dato anche come da Palermo).

    Parutta Giovanni di Matteo e di Maria Ritossa, n. 16-9-1901 a Visinada, guardiaboschi; deportato il 24-3-1945; d.m.p.

    Pasan Ottone; scomparso.

    Passero Matteo di Matteo, n. 1889 a Soldatici (Montona), agricoltore; ucciso dagli slavi nella sua abitazione il 10-5-1944.

    Patelli Umberto di Francesco e di Renilde Graf, n. 2-6-1899 a Visinada, insegnante; arrestato dai partigiani a Parenzo il 10-9-1943, tradotto a Pisino ed ucciso tra il 12/14 settembre.

    Pavincich Matteo, a. 55, n. Chersano, infoibato nel 1944 assieme al figlio Pavincich Nino

    Pavincich Nino di Matteo, a. 18, seminarista infoibato nel 1944 assieme al padre Pavincic Matteo (già ricordato tra i religiosi).

    Penello Maria - v. Sergovich Maria.

    Penello Renzo di Vittorio e di Maria Sergovich, a. 21, n. Chersano; deportato da Pozzo Littorio il 20-3-1944 mentre si recava al lavoro, infoibato a Tupliaco.

    Pergolis Ermanno di Domenico, n. 10-4-1910 a Pola, residente a Cittanova, salumaio; arrestato sulla strada Cittanova-Pola il 16-4-1945 e deportato.

    Perossa Antonio di Momiano; guardacaccia, deportato nel febbraio 1945 scappò, ripreso fu fucilato dopo essere stato costretto a scavarsi la fossa.

    Peteani Antonia - v. Slatcovich Antonia.

    Peteani Antonio di Giovanni, n. 29-4-1899 a Cosiliacco, residente a Moschiena; ucciso il 26-10-1943 assieme a tutta la famiglia.

    Petronio Giuseppe, n. Visinada; scomparso.

    Picchioni Alberto, n. Firenze, residente ad Albona, ingegnere della Soc. Arsa; infoibato a Vines nel settembre 1943; le sue ultime parole furono "Viva l'Italia".

    Pierucci Francesco di Pasquale, a. 38; annegato a S. Marina di Albona nell'ottobre 1943.

    Pignatelli Vincenzo di Francesco e di Francesca Donato, n. 14-6-1909 a Pola, insegnante a Gabrovizza; ivi arrestato l'11-9-1943.

    Pikiz Antonia, v. Marchesich Antonia.

    Pletikos Fosca, n. 10-4-1872 a Marzana; deportata dai partigiani nel 1944 e scomparsa.

    Poiani Ester, da Grisignana, proprietaria del locale ristorante-pensione; uccisa nel giugno 1944, colpevole d'aver servito il pranzo ad un reparto della M.D.T. di passaggio.

    Poli Luigi, a. 28, n. Capodistria, residente a Parenzo; impiegato; infoibato a Villa Surani nel settembre 1943.

    Porzio Fortunato (oGiovanni), da Napoli; impiegato della Soc. Arsa; arrestato il 17-9-1943 ed infoibato a Vines.

    Posar Antonio, n. S. Domenica di Visinada; scomparso.

    Possa Antonio, a. 71, n. Draguccio, capo operaio in pensione; infoibato a Villa Surani il 26-9-1943.

    Povat Alighiero, residente a Pola; deportato il 21-4-1945.

    Praido Giovanni, n. Parenzo, operaio; infoibato nel settembre 1943.

    Prazar Giuseppe di Erminio e di Giacomina Terribile, n. 18-10-1903 a Pola; deportato il 19-4-1945.

    Premuda ..., madre di Premuda Guglielmo e di Premuda Venanzio dalmati di origine, residenti a Valdarsa, dove gestivano un loro mulino; uccisi dagli slavi nell'aprile 1945.

    Premuda Guglielmo, fratello di Premuda Venanzio e la madre, dalmati di origine, residenti a Valdarsa, dove gestivano un loro mulino; uccisi dagli slavi nell'aprile 1945.

    Premuda Venanzio, fratello di Premuda Guglielmo e la madre, dalmati di origine, residenti a Valdarsa, dove gestivano un loro mulino; uccisi dagli slavi nell'aprile 1945.

    Privileggi Carlo Alberto di Giuseppe e di Maria Clarici, n. 30-11-1894 a Parenzo, ingegnere, vice direttore dei Cantieri Navalidi Monfalcone; arrestato a Parenzo il 4-10-1943, infoibato a Vines.

    Quagliano Pietro di Gasparro e di Caterina Tancich, n. 1900 a Fianona, prelevato nel 1944 e ucciso nella zona di Chersano.

    Quarantotto Leonardo di Antonio, n. 13-8-1899 a Rovigno, vigile urbano; deportato il 16-9-1943; d.m.p.

    Radecca Albina di Antonio, n. 23-3-1922 a Lavarigo (Pola); infoibata a Terli il 10-12-1943; era in avanzato stato di gravidanza; assieme a lei le sorelle Radecca Caterina e Radecca Fosca.

    Radecca Caterina, n. 1924, a Lavarigo (Pola); infoibata a Terli il 10-12-1943; assieme a lei le sorelle Radecca Albina e Radecca Fosca. Fu anche violentata.

    Radecca Fosca, n. 1926, a Lavarigo (Pola); infoibata a Terli il 10-12-1943; assieme a lei le sorelle Radecca Caterina e Radecca Albina. Fu anche violentata.

    Radoicovich Giorgio, ucciso nel parentino tra 1943-45.

    Radolli Gabriello, n. 9-10-1895 a Marzana; deportato nel 1944 e scomparso.

    Radolli Giuseppe di Antonio, a. 53, n. 27-12-1890 a Marzana, macellaio; infoibato a Terli nel settembre-ottobre 1943.

    Radonno Antonio, n. a Promontore (Pola), residente a Cittanova; ucciso nel settembre-ottobre 1943.

    Radovan Giovanni, n. 19-10-1911 a Parenzo, possidente; infoibato a Susnic (Vescovado) il 4-1-1945.

    Radovini Antonio di Antonio, n. 1900 a Torre di Parenzo, agricoltore; assassinato nel settembre-ottobre 1943.

    Radovini Bruno di Antonio, a. 19, da Parenzo; ucciso nei pressi di Pisino nel settembre 1943.

    Radovini Giorgio di Giorgio, a. 39, da Torre di Parenzo, commerciante; ucciso assieme a Rodolfo Codan.

    Ragni Augusto, n. Macerata, residente ad Albona, bracciante; ucciso nel settembre 1943, come Rapito Luigi.

    Rapito Luigi, residente a Visinada, ucciso nel settembre 1943, come Ragni Augusto.

    Ravegnani Steno, da Rovigno; ucciso nei pressi del deposito tabacchi di Rovigno nel marzo 1945.

    Renzi Aldo, a. 35, da Pedena; fermato e ucciso dagli slavi del 1944 a Casali Sumberesi.

    Riosa Ada ved. Mechis in Sciortino, a. 40, n. a Castellier di Visinada, possidente; infoibata a Villa Surani nel settembre 1943; si era rifiutata di portare la coccarda con la stella rossa.

    Ritossa Giuseppe di Matteo e di Olivia Carlovich, n. 13-3-1902 a Visinada, oste; prelevato il 6-1-1945 e portato al Canale di Leme.

    Ritossa Giuseppe Pino, a. 26, da Pinguente, nel corso di un servizio di sorveglianza sulla linea ferroviaria Monfalcone-Trieste, fu aggredito e ucciso dai partigiani.

    Ritossa Rodolfo di Giuseppe e di Teresa Toffoli, n. 6-11-1899 a Pinguente, macellaio; ucciso il 22-5-1944.

    Roccano Nino, deportato a Pola il 3-4-1945.

    Roccheri Antonio, deportato a Pola il 3-4-1945.

    Rocco Angelo di Domenico, a. 83, n. Rovigno, già podestà di Rovigno; fu arso vivo per ordine del capo partigiano Ivan Motika.

    Rocco Antonio, n. Rovigno, disegnatore; scomparso.

    Rocco Isacco, a. 51, n. Abrega (Parenzo), meccanico; infoibato a Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Rocco Manlio di Egidio, a. 52, da Parenzo, commerciante: infoibato a Vines nel settembre-ottobre 1943.

    Rocco Nino di Marco, da Rovigno: scomparso.

    Rocco Romolo di Angelo, n. Rovigno, impiegato; fu ucciso a Gimino per ordine del capo partigiano Ivan Motika.

    Rocco Umberto di Egidio, a. 60; da Parenzo; scomparso.

    Rodella Cirillo da Maresego, agricoltore, deportato nel 1944 assieme al fratello Ferdinando.

    Rodella Ferdinando; da Marsego, deportato nel 1944 assieme al fratello Cirillo.

    Rodella Giovanni di Giovan Battista, a.63, n. Parenzo, pensionato; infoibato a Vines il 3/4-10-1943.

    Roman Bruno di Carlo, a. 39, n. Canfanaro; infoibato nel settembre 1943.

    Roman Bruno, a. 28, n. Orsera: infoibato nel settembre 1943.

    Ross Marcello, n. Visignano; infoibato nel settembre 1943.

    Rossi Enrico, a.38, residente ad Albona; annegato a S. Marina nel settembre-ottobre 1943.

    Rossini Angelo, ucciso nel settembre 1943.

    Rovis Antonio, n. Gimino, capo operaio: ucciso nel settembre 1943.

    Rovis Ernesto di Giuseppe, a. 44, da Gimino, fabbro; ucciso nel settembre 1943.

    Rovis Giovanni di Giovanni, n. 4-5-1879 a S. Lorenzo del Pasenatico; prelevato il 23-6-1944; d.m.p.

    Rovis Giuseppe di Giuseppe, a. 39, n. Cimino, operaio; ucciso nel settembre 1943.

    Rovis Luigi, da S. Domenica di Albona, scomparso.

    Rovis Romano, n. S. Lorenzo del Pasenatico, operaio; scomparso nel settembre 1943.

    Rubino Antonio; scomparso.

    Ruffo Bruno, n. Albona; geometra della Soc. Arsa; infoibato nel 1944 assieme alla moglie.

    Rusgnach Giovanna - v. Cavo Giovanna.

    Russo Antonio, n. Pisino, ucciso nel settembre 1943.

    Russo Laura, n. Pisino; uccisa nel settembre 1943.

    Russo Severino, da Pisino; ucciso nel settembre 1943.

    (continua)

  • (continua)

    Sabadin Glauco, deportato il 30-8-1944.

    Sabadin Stefano di Giuseppe, n. 21-12-1894 a Maresego; infoibato il 21-9-1943 nei pressi di Lupogliano.

    Sagri Giulio, n. Gimino, studente; infoibato nel settembre 1943.

    Sagri Matteo, n. Gimino, macellaio; infoibato nel settembre 1943.

    Saina Giuseppe di Giovanni, n. 1911, da Lanischie, agricoltore; fu deportato per essersi rifiutato di aderire al movimento filoslavo; morto di stenti in prigione nei pressi di Dreznica (Croazia) il 13-4-1944.

    Salvi Attilio di Antonio, a. 47, da Portole, impiegato; ucciso a Rozzo il 13-9-1943.

    Sanco Oliviero di Marco, a. 22; da Rozzo, agricoltore; ucciso il 13-9-1943 mentre rientrava a casa, assieme a Ernesto Barnosi,

    Sandri Antonio di Giovan Battista, a. 43, n. Torre di Parenzo, oste; tradotto a Pisino assieme a Rodolfo Codan, scompare con la seconda corriera della morte.

    Sandri Giulio di Pietro, a. 53, da Torre di Parenzo, impiegato postale; scomparso con la seconda corriera della morte.

    Sansetta Domenico di Domenico, a. 29, impiegato della Soc. Arsa; annegato a S. Marina di Albona nell'ottobre 1943 (risulta però anche tra gli infoibati a Vines).

    Santin Alfredo di Francesco, n. 16-2-1925 a Pola; infoibato a Carnizza il 17-12-1943 assieme a Virgilio Pederzoli, legati con lo stesso filo di ferro.

    Santini Giuseppe, n. Rovigno; deportato dopo l’8-9-1943.

    Sbisà Giovanni, da Orsera, agricoltore; deportato dopo l'8-9-1943.

    Sbrizzai Antonio di Lorenzo, a. 46, n. S. Lorenzo del Pasenatico; ucciso ad Orsera il 5-2-1944. Altre fonti affermano che fu ucciso sulla porta della sua casa a S. Lorenzo del Pasenatico.

    Scalamera Roberto, da Gimino, studente; ucciso nel settembre 1943.

    Schira Giuseppe, da Cugno; residente ad Albona; ucciso nel settembre 1943 assieme al fratello Simone e al nipote Simone di Simone.

    Schira Simone, da Cugno; residente ad Albona; ucciso nel settembre 1943 assieme al fratello Schira Giuseppe ed al figlio Simone.

    Schira Simone di Simone, da Cugno; residente ad Albona; ucciso nel settembre 1943 assieme aal padre Simone ed allo zio Giuseppe.

    Scozzari Paolo di Giovanni e di Giovanna Cumbo, n. 30-8-1919 ad Agrigento, residente a Villa Decani, impiegato; deportato l'1-7-1944.

    Scrigna Giuseppe di Giovanni, n. 1893 a Cittanova; ucciso nel febbraio 1945 a Monfalcone.

    Sergi Antonio di Antonio, a. 49, n. Sanvincenti, agricoltore;ucciso a Gallignana nel settembre 1943.

    Sergovich Maria ved. Penello, di Vincenzo e di Maria Vosilla, a. 40, n. Chersano; arrestata e fatta scomparire mentre era alla ricerca del figlio Renzo Penello.

    Sestan Libera, n. 1919 a Novacco (Pisino), prelevata nel giugno 1944 da una banda guidata da Veijo Sestan, torturata e infoibata a Chersano assieme al padre

    Sestan ..., padre di Sestan Libera del quale non si ha il nome; da Novacco (Pisino), prelevato nel giugno 1944 da una banda guidata da Veijo Sestan, torturato e infoibato a Chersano assieme alla figlia Libera.

    Sicora Marta, residente a Pisino; uccisa nel settembre 1943.

    Sidari Giovanni di Giuseppe, a. 42, manovale delle Ferrovie a Pisino; ucciso a Lanischie nel settembre 1943, assieme al figlio Stanislao.

    Sidari Stanislao, a.16, ucciso a Lanischie nel settembre 1943, assieme al padre Giovanni.

    Signorini Vittorio di Antonio, n. 16-10-1904 a Parenzo, impiegato della locale Esattoria; infoibato a Vines il 21-9-1943.

    Silori Giuseppe di Giovanni, a. 48, n. Albona, muratore; ucciso il 15-3-1944.

    Silvino Giuseppe, a. 44, residente a Rovigno; Portolettere; deportato il 16-9-1943.

    Simonelli Gregorio di Andrea, a. 59, Gallesano, guardiaboschi; ivi ucciso il 21-9-1944.

    Simonetti Antonio, n. Pisino; ucciso nel settembre 1943.

    Sirotti Giuseppe di Giovanni, n. 1895 a Parenzo, volontario irredento; ucciso, dopo varie sevizie, nel 1944.

    Sivilotti Adelchi da Parenzo; infoibato nel settembre 1943.

    Sivis Giovanni, n. Gimino, sarto; infoibato nel settembre 1943.

    Slamich Pietro; infoibato nel settembre 1943.

    Slatcovich Antonia di Antonio, n. Peteani, n. 1900 a Cosliacco (Fianona); fucilata il 26-10-1943, assieme al marito e ai figli.

    Slatcovich Domenico, fucilato il 26-10-1943 assieme alla moglie ed ai figli.

    Slatcovich Franco, fucilato il 26-10-1943 assieme ai genitori e alla sorella.

    Slatcovich Marisa, fucilata il 26-10-1943 a Moschiena assieme ai genitori e al fratello.

    Smolizza Pietro di Stefano; infoibato a S. Giovanni della Cisterna (Visignano).

    Smorelli Gregorio, n. Gallesano; infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Sorrentino Vincenzo, n. a Venezia, studente; scomparso.

    Sossi Anastasio; scomparso.

    Sossi Anna di Antonio, n. 29-6-1913 a Villa Sossi (Canfanaro); ivi arrestata il 20-2-1945.

    Sossi Olivo, da Villa Sossi; scomparso.

    Sponza Simone, n. a. Rovigno, operaio; scomparso.

    Staffi Mario, n. Buie; scomparso.

    Stefani Ippolito, n. Visinada, agricoltore; ucciso dopo il 9-9-1943.

    Stefani Vincenzo di Giovanni, a. 44, n. Canfanaro, commerciante, ucciso dopo il 9-9-1943.

    Steffé Remo di Antonio, n. 1920; autista, ferito in combatti mento alla fine del settembre 1943; deportato e scomparso.

    Stocovaz Domenico, n. Pirano, operaio; ucciso dopo il 9-9-1943.

    Stoffun Umberto, n. Pola; ucciso dopo il 9-9-1943.

    Stolfa Ettore di Luigi e di Luigia Gandolfo, n. Isola; prelevato a Rovigno ed infoibato a Vines.

    Stossi Andrea, operaio della Soc. Arsa; scomparso.

    Stossi Antonio, pure operaio della stessa società mineraria; annegato nel mare di S. Marina di Albona nel settembre 1943.

    Stossi Bruno di Giovanni, n. 1904 a Pola, elettricista; infoibato a Vines.

    Strani Umberto; scomparso.

    Strumann Matteo di Pietro e di Caterina Udovicich, n. 14-4-1911 a Valle di Rovigno, operaio; ivi arrestato il 30-3-1945 e scomparso.

    Sturmann Pietro di Matteo, n. 1889, operaio; arrestato il 30-3-1945 a Valle di Rovigno e scomparso.

    Suffi Domenico di Domenico, n. 22-1-1909 ad Orsera; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Sulligoi Bruno di Pietro, n. 1927; scomparso.

    Tami Nicolo di Antonio, a. 50, n. Parenzo, commerciante; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Tantin Antonio di Attilio, a. 48, n. Venezia, impiegato della Soc. Arsa, infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Tardelli Germano, operaio; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Tata Angelo, n. Belvedere, residente a Visinada; ucciso nel settembre del 1943.

    Teodoro Pasquale di Severino, a. 43, residente ad Albona, ex carabiniere, impiegato della Soc. Arsa; annegato a S. Marina di Albona nell'ottobre 1943 (figura anche come Salvatore, infoibato a Vines).

    Toccafigli Giuseppe; scomparso.

    Toffoli Pietro, a. 40, n. Dignano, guardiacampestre; infoibato a Cregli nel settembre 1943.

    Toffoli Umberto (figura anche come To(ful), residente a Pola; infoibato a Cregli nel settembre 1943.

    Tomas Nicolo, n. Marzana (Dignano); dipendente della Soc. Arsa; infoibato a Terli nel settembre 1943.

    Tonello Matteo, n. Medolino, guardia giurata; ivi arrestato e deportato.

    Tonesi Giuseppe, residente a Dignano, bracciante; infoibato nel settembre 1943.

    Tortorelli Federico, n. Pisino; scomparso.

    Trani Enrica, fucilata assieme al marito in un bosco nei pressi di Idria.

    Trani Umberto di Antonio e di Maria Pavan, n. Pirano, impiegato statale; arrestato ad Idria dopo l'8-9-1943 assieme alla moglie e fucilati in un vicino bosco; la loro fine è stata eroica.

    Tromba Giuseppe, n. Rovigno, pittore; ucciso nel settembre1943.

    Trosti Giovanni, residente a Pola; deportato il 3-10-1944.

    Turina Marco, da Verteneglio; agricoltore, infoibato nel settembre-ottobre 1943.

    Udovich Caterina di Giorgio, n. 31-8-1892 a Rovigno; residente a Villa di Rovigno; deportata il 30-3-1945.

    Valenta Emilio di Giuseppe, n. 13-11-1926 a S. Bortolo (Montona); ucciso dagli slavi il 23-3-1944.

    Valenta Giuseppe, n. Visinada; deportato nel settembre1943.

    Valenta Pietro di Giuseppe, agricoltore; deportato nel settembre 1943.

    Valenti Giacomo di Giacomo e di Anna Mates, n. 28-10-1906 a Parenzo, residente a Monfalcone; deportato il28-9-1944; d.m.p. come avvenuta il 31-12-1944.

    Valenti Maria, n. Villanova (Parenzo) villa Ghedda; infoibata a Villa Surani nel settembre 1943 chiamata anche Maria de Anzica.

    Valli Marco di Giuseppe, n. 1901 ad Abrega (Parenzo), impiegato; infoibato a Vines nel settembre 1943.

    Vani Francesco, n. Orsera, fabbro; ucciso nel settembre 1943.

    Vardabasso Francesco, n. Buie; ucciso nel settembre 1943.

    Vellan Giovanni, n. Pisino; ucciso nel settembre 1943.

    Vellan Guido; ucciso nel settembre 1943.

    Vellan Sergio, da Pisino; scomparso.

    Velloni Marco, n. a Torre di Parenzo, agricoltore; detenuto a Pisino, scomparso nel settembre 1943; detto anche Marchetto Taracore. Nessuna delle salme degli scomparsi da Torre di Parenzo nel 1943 sono state mai ritrovate.

    Ventin Arturo di Giovanni e di Carolina Mattich, n. 11-8-1904 a Castellier di Visinada, residente a Gorizia; arrestato il 30-9-1943 e deportato.

    Verzini Giovanni di Antonio, n. a Sanvincenti, pittore; ivi prelevato e scomparso nel settembre 1943.

    Verzini Giuseppe di Antonio, n. a Sanvincenti, ivi prelevato nel settembre 1943 e scomparso.

    Verzini Renato, a. 20, n. Sanvincenti, meccanico; ucciso a Gallignana nel settembre 1943.

    Vidach Emilio a. 35, n. Chersano; deportato nel 1944.

    Vidach Matteo, a. 60; deportato nel 1944.

    Vigini Lazzaro di Giuseppe e di Maria Savron, n. Portole, residente a Cormons: scomparso il 30-9-1943; d.m.p.

    Viscovi Vincenzo, n. S. Lorenzo di Albona; ucciso nel 1944.

    Vogliacco Pietro di Giovanni, n. 1901, autista; infoibato a Terli nel settembre 1943.

    Volpat Orione di Ernesto e di Maria Copetti, n. 25-12-1926 a Pola, residente a Gorizia: deportato il 28-2-1943.

    Volpi Edmondo di Emilio, n. Sanvincenti; arso vivo, nei pressi di Barbana d'Istria, nel settembre 1943.

    Volpi Elisabetta di Luigi, a. 45; insegnante d'asilo; uccisa nel settembre 1943.

    Vosilla Maria ved. Sergovich, a. 65, n. Fianona; deportata il 15-9-1943.

    Zabitilla Quirino, n. S. Martino di Albona; ucciso nel 1944 dopo essere stato seviziato; sepolto, fu riesumato ed impiccato.

    Zaccaria Marianna, da Rovigno, infoibata nel settembreottobre 1943.

    Zacevini Antonio, da Cherso o Lussino; infoibato nel settembre 1943.

    Zadro Ottone di Eugenio, residente a Cherso, direttore di banca; deportato a Dresnice ed ivi fucilato il 10-10-1943.

    Zamarin Ortensia - v. Fedele Ortensia.

    Zanchetti Maria in Parisved. Bembich, da Clavar (Fianona); prelevata in casa dai partigiani assieme al marito, a due figli, uno di tre anni, al genero Matteo Merslich dopo l'8-9-1943; scomparsi.

    Zappetti Riccardo, a. 53 da Montona, falegname; infoibato dagli slavi nel settembre 1943, come il fratello Rodolfo.

    Zappetti Rodolfo, a. 56, da Montana, capo cantoniere; infoibato dagli slavi nel settembre 1943 come il fratello Riccardo.

    Zotter Alberto (figura anche come Zotti, e Zotter Roberto), n. Castellier di Visinada, insegnante; arrestato il 26-9-1943; infoibato a Villa Surani.

    Zubin Giovanni, da Buie; scomparso.

    Zuccon Giacomo (figura anche come Zucca) di Giuseppe, a. 46, da Medolino, commerciante; deportato dopo l’8-9-1943, infoibato a Terli.

    Zuccon Giuseppe, n. Dignano; scomparso.

    Zummo Calogero, residente a Pirano; scomparso.

    Zurich Antonio, da Orsera; scomparso.

    Zustovich Antonio di Domenico, a. 41, n. Albona, impiegato della Soc. Arsa; annegato a S. Marina di Albona nell'ottobre 1943.

    ...........................................

    ci sarebbero ancora tante liste da vittime pubblicare, ad esempio i deceduti in mare sulle navi militari e mercantili, a seguito di mine o bombardamenti..ufficiali, marinai, uomini degli equipaggi, operai, fuochisti..ma non arriverei mai alla fine..mi dispiace perchè tutti i nomi sarebbero da citare..ma mi ci vorrebbero mesi..sono tanti..troppi..

  • Notizie:

    La guerra

    Zara (incrociatore)

    Da Wikipedia

    Lo Zara fu un incrociatore pesante della Regia Marina, che diede il nome alla omonima classe, evoluzione della classe Trento e che comprendeva anche le navi Fiume, Pola e Gorizia.

    Costruito presso il cantiere OTO della Spezia, fu varato il 27 aprile 1930 ed entrò in servizio il 20 ottobre 1931. All'inizio del conflitto era inquadrato nella Iª Divisione Incrociatori della Iª Squadra di base a Taranto quale ammiraglia di Divisione con insegna dell'Ammiraglio Pellegrino Matteucci. Lo Zara partecipò alle principali missioni belliche della Regia Marina nella seconda guerra mondiale come la battaglia di Punta Stilo (9 luglio 1940) e la battaglia di Gaudo (28 marzo 1941) che fu il preludio alla battaglia di Capo Matapan (29 marzo 1941): in tale occasione la Zara fu affondato assieme al Fiume, al Pola e ai cacciatorpediniere Alfieri e Carducci.

    La perdita

    Lo Zara, nave di bandiera dell'ammiraglio Carlo Cattaneo, comandante la I Divisione, venne inviato in soccorso del Pola, colpito da un siluro di uno Swordfish inglese ed immobilizzato dalla totale mancanza di energia elettrica e forza motrice. Con esso, il gemello Fiume e la IX Squadriglia cacciatorpediniere, composta dai caccia Oriani, Alfieri, Carducci e Gioberti. Arrivate nella zona dove si aspettavano di trovare il Pola, prive di radar e quindi impossibilitate a rilevare minacce nell'oscurità che nel frattempo era calata, le navi furono cannoneggiate, a sorpresa, dalle corazzate inglesi Barham, Valiant e Warspite. Lo Zara, che procedeva in testa alla formazione, fu incendiato e messo fuori combattimento da numerose cannonate nel giro di quattro minuti, senza avere il tempo di rispondere al fuoco. Il comandante ordinò l'autoaffondamento; mentre l'ordine veniva eseguito da un gruppo di volontari guidati dal ten. col del Genio Navale Domenico Bastianini sopraggiunse il cacciatorpediniere Jervis, che lanciò quattro siluri contro l'incrociatore. Centrato da due di essi, lo Zara saltò in aria.

    Morirono 782 dei 1098 uomini a bordo fra cui l'ammiraglio Cattaneo ed il comandante della nave, c.v. Luigi Corsi, che avevano deciso di affondare con la nave -

    Dei sopravvissuti, 279 furono catturati dagli inglesi.

    http://www.youtube.com/watch?v=e4pePoxJXD4

    http://www.youtube.com/watch?v=NsWoCWRDajs

    Classe Zara (incrociatore)

    Da Wikipedia

    La classe Zara fu una classe di incrociatori pesanti della Regia Marina, impiegata durante la seconda guerra mondiale; la classe era composta da quattro navi, Zara, Fiume, Pola e Gorizia.

    La classe Zara fu l'evoluzione della classe Trento e apparteneva a quella categoria di incrociatori pesanti da 10000 t. definiti con il Trattato navale di Washington del 1921. Tra gli incrociatori pesanti da 10000 t tipo Washington, gli incrociatori classe Zara sono universalmente considerati i meglio riusciti e i più equilibrati in corazza, armamento e velocità.

    Impegno bellico

    Le navi parteciparono alle principali missioni belliche della Regia Marina nella Seconda guerra mondiale come la battaglia di Punta Stilo (9 luglio) e la battaglia di Gaudo (28 marzo 1941) che fu il preludio alla battaglia di Capo Matapan (29 marzo 1941).

    Fu durante quest'ultima battaglia che ben tre navi della classe, gli incrociatori Zara Fiume e Pola furono affondate insieme ai cacciatorpediniere della classe Oriani Alfieri e Carducci.

    L'incrociatore Gorizia, unica unità superstite della classe, dopo essere stato colpito gravemente il 10 aprile 1943 a La Maddalena nel corso un bombardamento aereo americano in cui venne anche affondato l'incrociatore Trieste, venne trasferito, per le necessarie riparazioni, a La Spezia dove fu ritrovato, semiaffondato, alla fine della guerra, non avendo potuto seguire all'armistizio dell'8 settembre il resto della squadra navale trasferitosi a Malta

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